"Il decreto sulla competitività rende ancora una volta evidenti le divisioni nel governo Berlusconi. Da una parte la Lega che vota contro l'art.1 riproponendo il ritorno al medioevo, dall'altra il resto del centrodestra che offre un piatto di lenticchie alle parti sociali senza avere il coraggio di introdurre scelte innovative per tutelare il made in Italy e ridare dignità al reddito". Lo ha dichiarato il deputato Verde Paolo Cento. "In più afferma Cento- si usa il decreto sulla competitività per introdurre norme antiambientali che riducono i controlli e danno un ulteriore impulso alla crescita edilizia incontrollata. In Parlamento il governo non si illuda di avere voti dall'opposizione in sostituzione di quelli della Lega". Competitività. Turroni: su silenzio assenso Urbani e Matteoli mentono "Le rassicurazioni di Urbani e Matteoli sono solo chiacchiere. La proposta di decreto sulla competitività, licenziata alla riunione tecnica preconsigliare, dimostra, come se ancora ce ne fosse bisogno, l'inattendibilità dei ministri dei Beni Culturali e dell'Ambiente, che avevano detto che i beni culturali, il paesaggio e la natura d'Italia sarebbero stati salvaguardati. In realtà, dopo l'approvazione del decreto, per sei mesi non ci sarà alcuna tutela. Si prepara il nuovo sacco d'Italia e i barbari sono già qui, sono le tribù della cosiddetta Casa delle Libertà. Infatti, per sei mesi (nuovo art.20, comma 5), che maliziosamente ritengo possano essere prorogati a piacimento, il silenzio assenso si applicherà anche ai beni culturali, al paesaggio e alla natura. Stanno imbrogliando l'Italia, non ci riusciranno con i Verdi. Quindi il nuovo sacco d'Italia potrà progredire indisturbato nel silenzio assenso".