Ricordato il cinquantesimo anniversario dall'inizio degli scavi di Himera Nel 1963 venivano avviate ricerche nella colonia greca situata sulla costa settentrionale Gli scavi archeologici di Himera furono identificati nel Cinquecento, ma soltanto tra il 1926 e il 1930 vennero avviate dalla Sovrintendenza di Palermo le prime serie indagini sulla necropoli. Uno scavo sistematico fu condotto a partire dal 1963 nella zona alta, grazie all'Istituto di Archeologia di Palermo, che ne affidò la direzione al prof. Nicola Bonacasa. E a cinquant'anni da quell'indagine ieri pomeriggio al Museo Civico "Baldassare Romano" di Termini Imerese hanno tenuto una conferenza Stefano Vassallo, sovrintendente reggente di Palermo, e Rosalia Camerata Scovazzo. "In breve tempo - spiega il sindaco Totò Burrafato - nascerà il Comitato della cultura e del turismo con compiti di indirizzo e programmazione per le politiche del settore. Ci si augura che gli insigni studiosi che hanno scoperto e tracciato la storia di Himera in questo cinquantennio vogliono entrare a farne parte". Nel 1963 Himera venne esplorata con due obiettivi: primo offrire alla ricerca scientifica una documentazione degli scavi con nuovi dati; secondo ricontestualizzare la storia dell'abitato. Si andò avanti per un decennio per poi riprendere gli interventi nel 1976. Fu l'Istituto di Archeologia di Palermo a condurre i lavori. Gli esiti non furono strabilianti. Vennero alla luce corredi molto simili alle necropoli siciliane contemporanee. Il periodo andava dal IV al I secolo. A partire dal 2001 altri studi e indagini con il costante sostegno del sovrintendente Adele Mormino e gli esperti archeologi Francesca Spatafora e Stefano Vassallo. A quella data è stato riaperto definitivamente l'Antiquarium. Vassallo in una guida del 2004 ha scritto: "Nel quadro storico della Sicilia antica, Himera, con Selinunte, rappresenta l'estremo limite occidentale raggiunto dalla colonizzazione greca. Poco citata dagli storici antichi, questa colonia ha sempre avuto vasta risonanza per la celebre battaglia di 'Himera' del 480 a. C. ". La grande sorpresa di Himera è arrivata nel 2010 con l'identificazione di circa 12 mila tombe di età preromana con scheletri di soldati e civili, oltre a case e templi risalenti al VI e V secolo a. C.. In questo sito il 16 settembre 2010 è stato inaugurato il Parco archeologico, diretto da Francesca Spatafora, specialista di preistoria e civiltà indigene della Sicilia. Ha diretto scavi e ricerche in molti siti nel nostro territorio. Himera in quel periodo offrì un servizio didattico che veniva aperto il martedì e il venerdì dalla ore 9 alle 13. Il progetto fu mirato a insegnare e a pensare secondo i diversi stili di apprendimento. Suscitare passione per la cultura attraverso la lettura e il dialogo con i classici. In un testo scientifico il prof. Amedeo Tullio spiegava che la città fu fondata nel 648 a. C. presso la riva sinistra del fiume omonimo da un gruppo di coloni provenienti da Zankle, cui si unirono alcuni fuorusciti politici siracusani. La posizione, strategicamente importante, ne favorì un rapido sviluppo ed attirò le mire di Agrigento fin dai tempi di Falaride (circa 580 a. C.). E Stefano Vassallo: "Nel 409 a. C. i cartaginesi, in un violentissimo episodio di guerra, distrussero la città, segnandone per sempre il destino. Dopo pochi anni un gruppo di imeresi parteciperà con i cartaginesi alla fondazione della vicina Thermai Himeraiai (l'attuale Termini Imerese). Il sito non fu mai abbandonato, come dimostrano i resti di costruzioni di epoca successiva realizzate sugli strati di distruzione della città. Una villa romana nacque nella parte più occidentale dell'antico abitato, e lo stesso nome arabo del fiume Imera Settentrionale rievoca il paesaggio delle rovine del Tempio". 23032013