Polo Strozzi, con Forte e museo del Novecento Un'unica cittadella della cultura, declinata anche nel settore dell'arte moderna e contemporanea. Palazzo Strozzi si prepara a diventare capofila di una sola Fondazione che gestirà anche il Forte Belvedere e il futuro Museo del Novecento. In pregiudicato anche la confluenza di Florens. È questo l'intento di Matteo Renzi, che ha scelto come rappresentante del Comune nel Cda della Fondazione Strozzi, l'avvocato Giacomo Bei, esperto in organizzazione e fusioni societarie. A lui il compito di realizzare la nuova realtà culturale. È un colpo appena portato a segno da Matteo Renzi che guarda al futuro della cultura a Firenze. Un colpo che annuncia, in maniera neanche troppo velata, un progetto di cui da tempo si discute in città seppur sottotraccia: far fare cartello a una serie di istituzioni culturali per pensare a un loro piano di sviluppo coerente e unitario. Creare un'unica cittadella del sapere, declinata anche nel settore dell'arte moderna e contemporanea e che abbia il suo nucleo a Palazzo Strozzi. Un modo per snellire le procedure, risparmiare laddove si può sui costi di gestione, centralizzare il controllo e la pianificazione. I fatti: si è riunito l'altro ieri il consiglio di amministrazione della Fondazione Palazzo Strozzi, proprio nel giorno in cui si inaugurava la bellissima mostra su La Primavera del Rinascimento, all'ordine del giorno la nomina dei nuovi consiglieri. Nulla di definitivo, la conferma delle nomine si avrà non prima di mercoledì, al massimo giovedì, ma su una figura non ci sono più dubbi: a rappresentare il Comune al Cda della Fondazione (Cristina Acidini resterà ma passerà a far parte del Consiglio di indirizzo) sarà l'avvocato Giacomo Bei, finanziatore della campagna elettorale del Rottamatore, segretario generale di Florens, ma soprattutto esperto in organizzazione e fusioni societarie. Dettaglio non indifferente visto che si sa già che l'avvocato Bei riceverà da Renzi un mandato specifico: rendere Palazzo Vecchio, che insieme alla Provincia e alla Camera di Commercio è tra i fondatori istituzionali della Fondazione, più centrale nella gestione di Palazzo Strozzi e soprattutto ipotizzare una nuova compagine che vedrà confluire in un unico soggetto anche il Forte Belvedere e il Museo del Novecento. Il primo si ipotizza possa riaprire quest'estate, mentre il secondo, nel complesso delle ex Leopoldine, in piazza Santa Maria Novella, entro il 2013. Almeno questo è l'intendimento del Comune. Se le cose andranno come ipotizza Renzi, Firenze si doterà di un polo forte della cultura e ispirato ai principi che regolano Palazzo Strozzi e fortemente voluti dal direttore James Bradburne oltrecché dal Cda: procedure snelle, bilanci in paraggio, grande attenzione al marketing e al rapporto con l'estero (Palazzo Strozzi ha già suoi avamposti negli Stati Uniti e in Cina). Si tratta di un progetto, non storcano il naso i puristi del settore, che vorrebbe tradurre in fatti il ribaltamento dell'ormai tristemente famosa dichiarazione dell'ex ministro delle Finanze Giulio Tremonti che anni fa incautamente aveva dichiarato che «con la cultura non si mangia» tirandosi addosso le critiche dell'Italia intera o di gran parte di essa. Ecco perché c'è già chi ipotizza che, nella nuova mega fondazione, potrebbe confluire anche Florens, lanciata nel 2010 dall'allora presidente di Confindustria Firenze Giovanni Gentile, con il preciso intento di organizzare in città una biennale durante la quale ipotizzare, valutare e proporre progetti di sviluppo, in chiave economica, della politica culturale in città e nel Paese. Sono tutte delle ipotesi, al momento ma in tanti scommettono su questo piano di azione, che dovrebbe assorbire anche una realtà decisamente più piccola come quale di «Firenze Sapere» , la Rete fiorentina del sapere e del saper fare nata per sviluppare l'arte, l'artigianato, la moda, il restauro, le scienze, le nuove tecnologie, la musica l'alimentazione in un'ottica unitaria. Bei, ovviamente, dovrà occuparsi solo della parte tecnica della questione è cioè tracciare le linee legali e procedurali per riconfigurare la nuova fondazione. Il coordinamento artistico e culturale del Forte, vocato a ospitare mostre temporanee oltreché una sorta di cabina di regia della «politica estera» fiorentina e il Museo del Novecento destinato ad accogliere le collezioni artistiche cittadine del secolo scorso, spetterà a esperti del settore. Ma se così sarà i binari entro cui tracciare le attività dei nuovi soggetti saranno già tracciati.