Non il Vaticano e la città di Roma e nemmeno San Marino con l'Italia ma Israele e Palestina, così i rapporti tra Caserta e la Reggia che con il suo parco è una enclave, un complesso monumentale con vasto territorio circostante amministrativamente separato dal contesto in cui insiste. Oggi che è la domenica della pace ben difficilmente si scambieranno un ramo d'ulivo il sindaco Pio Del Gaudio e la soprintendente Paola David, rapporti di coesistenza sempre tesi, correttezza istituzionale ma sfoghi e frecciate da una parte e dall'altra. Vecchia tesi di questi fogli di notes: la reggia sta a Caserta ma non è di Caserta e nemmeno dei casertani essendo bene mondiale. E finiamola con la lagna del pagamento della tessera annuale dei residenti per l'accesso al parco, cinque centesimi al giorno non aggravano lo spread di nessun cittadino e poi, vecchio adagio, la carità è meglio farla che riceverla. La Reggia interessa, o dovrebbe interessare, a noi casertani oltre che per la ruota del pavone che facciamo orgogliosi quando i forestieri ce la decantano (o ce la decantavano), soltanto in quanto attrattore di gente da convogliare in ristoranti e alberghi per un pernottamento da veri turisti che oltre al tesoro barocco volessero assaggiare anche un po' di Casertavecchia e San Leucio e, chissà, anche un po' di Museo Campano a Capua e di basilica di Sant'Angelo in Formis per dessert. Menu molto ridotto, questo, rispetto a quel che la cambusa paesaggistico-monumentale contiene, ma meglio non sognare troppo a occhi aperti. Quindi, inutile attaccare una Soprintendenza che deve capitalizzare visitatori anche se a colpi di mostre non gradite ai più, soprattutto a quelli che della sala del trono, per esempio, vogliono ammirare trono e soffitti e stucchi e affreschi senza statue e sculture moderne che per quanto pregevoli sono inquinanti. Se si sfotte il cane che dorme si devono poi incassare le risposte, una su tutte: «Ma perché, egregio sindaco e correlati amministratori, non pensate ai Campetti e a tutte le fatiscenze cittadine che sono a contatto di gomito con la Reggia?». Pausa di riflessione, darsi da fare, ignorarsi da separati in casa ma con un ramo d'ulivo da scambiare.
Caserta. Città e Reggia separati in casa
Il testo descrive la situazione complessa tra la Reggia di Caserta e la città di Caserta. Il sindaco Pio Del Gaudio e la soprintendente Paola David si incontrano per la domenica della pace, ma i rapporti tra loro sono tesi e corretti. La Reggia è un complesso monumentale con vasto territorio circostante, amministrativamente separato dalla città. I residenti di Caserta lamentano la mancanza di attenzione della Reggia per le loro esigenze, come il pagamento della tessera annuale per l'accesso al parco. Il testo esprime la convinzione che la Reggia dovrebbe interessare ai residenti di Caserta oltre che solo agli stranieri.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo