Aperti i palazzi storici. E oggi si replica Mobilitazione culturale. Dalla Cavallerizza di Radetzky alla chiesa di San Fedele, dal cantiere delle Varesine a Palazzo Serbelloni. Dal Centro Svizzero fino alla camera di Giuseppe Verdi del Grand Hotel et de Milan. In coda, nonostante la pioggia. Per la Giornata di primavera del Fai, XXI edizione, in 18 mila hanno visitato musei, università, chiostri. I gioielli di Milano aperti, valorizzati, studiati, capiti. E oggi si replica. Tanti appuntamenti, prenotazioni esaurite, file festose di famiglie, coppie, giovani. E bambini. Tantissimi. Soprattutto al deposito locomotive Fs di via Corelli, scalo ferroviario nato nel 1931 al confine tra Milano e Segrate e sito più visitato di ieri, con circa cinquemila ingressi. In mostra, decine di carrozze storiche treni elettrici e a carbone. Luoghi conosciuti, familiari, vicini. Ma spesso mai visitati, inaccessibili perché chiusi o perché destinati allo studio, al lavoro, alla ricerca. Come il Palazzo dell'Informazione di Giovanni Muzio, in piazza Cavour, altra meta presa d'assalto ieri. O l'Agenzia delle Entrate di via Manin, con la storica sala del Lotto: davanti alle sue finestre i milanesi si riunivano per assistere alle estrazioni dei numeri fortunati. Migliaia di persone. E di volontari, la vera anima della manifestazione (compresi gli apprendisti ciceroni di alcuni licei cittadini). Per il secondo anno consecutivo (alla Cavallerizza, nuova sede del Fai in via Foldi, e a Casa Verdi), visite in arabo, cinese, russo, albanese, rumeno, francese, inglese e spagnolo con quaranta accompagnatori speciali, i mediatori, selezionati attraverso il progetto di Fai e Cariplo «Arte, un ponte tra culture». Festa di primavera sotto un cielo grigio. Ma con l'entusiasmo della scoperta, la curiosità del neofita, l'attenzione per i tesori nascosti della città. Solo per oggi: visita alla Torre Unicredit, l'edificio più alto d'Italia progettato da Cesar Pelli, alla sinagoga di via Guastalla (solo per gli iscritti Fai), a Casa Verdi. Cultura e paesaggio si apprezzano anche sotto la pioggia.