Rossi: basta villette a schiera e ecomostri. I Comuni: collaborazione sì, potere no Scende in campo il governatore Rossi per difendere il «suo» assessore Marson e la rivoluzione dell'urbanistica in Toscana dopo l'attacco dei Comuni: «Serve una svolta, non è più il tempo delle villette a schiera». Tutti contro la Regione, chi più, chi meno. Contro la bozza della nuova Legge 1 per il governo del territorio. Una bozza su cui lavora fin dal primo giorno del suo incarico l'assessore Anna Marson e che, pur nella sua complessità, ruota tutta attorno ad alcuni principi ben precisi: limitare al massimo il consumo di suolo; cemento solo nelle aree urbane e soprattutto il ribaltamento delle gerarchie con la Regione che potrebbe bloccare in qualsiasi momento piani strutturali. Detto più semplicemente, i Comuni perdono l'esclusiva sulle scelte urbanistiche. Questo dice la prima versione del documento, anticipata ieri dal Corriere Fiorentino. Un potere di veto, quello a cui punta Palazzo Strozzi Sacrati, che innesca la proteste di Anci e Province della Toscana. Alcune critiche giunte in questi giorni sulla prima stesura della Legge 1 sono state recepite dalla Regione, ma il governatore Enrico Rossi difende l'operato del suo assessore all'urbanistica: «La prima bozza è stata ampiamente superata grazie a nuove proposte di Anna Marson, che ringrazio per il lavoro svolto e nel cui operato mi riconosco pienamente, anche perché le scelte le abbiamo fatte insieme scrive Rossi La giunta, io personalmente e l'assessore Marson, intende portare a compimento la svolta nelle politiche del governo del territorio, che abbiamo già impresso e che era contenuta nel programma di legislatura. Il nostro obiettivo è semplice: vogliamo tutelare di più il paesaggio e ridurre al minimo possibile il consumo del territorio. Non sono più i tempi della dispersione delle villette a schiera e neppure quelli degli ecomostri». La Regione rilancia: «Presenteremo al Consiglio regionale il piano del paesaggio e la riforma della legge 1 conclude Rossi Siamo aperti ad ogni contributo e alla ricerca delle convergenze e del consenso che è possibile costruire con le istituzioni locali. A tutti ricordiamo che su atti così importanti l'organo sovrano è il Consiglio regionale, a cui spetta l'ultima parola». Ma il potere di veto della Regione sui nuovi cantieri viene definito come «inaccettabile» da Simone Gheri, sindaco di Scandicci e responsabile dell'urbanistica per l'Anci in rappresentanza dei 280 Comuni toscani. «No al potere di veto, sì alla collaborazione tra enti e istituzioni per governare il territorio tenendo insieme ambiente, paesaggio e sviluppo spiega Gheri In questa prima bozza di legge c'è solo la "tutela". La sfida del non consumo di suolo? Ci stiamo, ma dobbiamo andare oltre gli slogan». Il sindaco è consapevole che «alcuni Comuni hanno esagerato con il cemento», ma ritiene inaccettabile che «a rimetterci siano 280 Comuni toscane». Errori e paletti da piantare? «In alcuni tratti di costa si è costruito un po' troppo. E basta con le villette a schiera sulle nostre colline riflette Gheri Io dico sì alla sfida di una maggiore tutela del territorio rurale, ma in compenso la Regione semplifichi la burocrazia per gli interventi nel territorio urbano». Il sindaco non chiude però la porta ad un accordo sulla nuova Legge 1: «Dobbiamo approvarla entro fine 2013, ma Regione, Province e Comune devono rimanere sullo stesso piano, e nessun potere di veto conclude Gheri La normativa attuale va rivista perché non adeguata: noi siamo disposti a "cedere" alcuni dei nostri poteri, come nel caso dei piani strutturali intercomunali, e sono sicuro che arriveremo ad un accordo con l'assessore Marson». Contraria alla bozza Marson anche l'Unione delle Province toscane: «Sì ad una filiera collaborativa fra le amministrazioni, ma evitiamo un ritorno a impostazioni centralistiche regionali».