Il regista incontra l'assessore Sartirani e accetta di presiedere il comitato cittadino Un mese per dire «sì», per confermare una promessa, per garantire il proprio impegno e mettere a servizio della «nobile causa» il proprio ingegno. A patto che, dall'altra parte, Casa Suardi, non passi di mano e resti esattamente così, proprietà comunale, e cioè di tutti i bergamaschi, incastonata in quella piazza Vecchia che è patrimonio, altrettanto comune, di bellezza. Ermanno Olmi ci sarà. Sarà lui a presiedere il Comitato per Bergamo capitale europea della Cultura 2019. Il regista bergamasco ha incontrato ieri, nella sua casa milanese, l'assessore alla cultura Claudia Sartirani, inviata dal sindaco Tentorio all'ombra della Madunina e titolata a strappargli un «sì, ci sto». La presenza di Olmi onora e inquadra in una dimensione di altissimo profilo umano ed artistico un progetto che ha come obiettivo tracciare, nei prossimi anni, un nuovo solco per la città. Dal «vediamoci e parliamone» con cui si erano lasciati lo scorso 19 febbraio Olmi e Tentorio, al termine dell'incontro «Bergamo Terra Madre», organizzato in occasione del primo anniversario dell'edizione bergamasca del Corriere della Sera, all'«armiamoci e partiamo» il passo è stato breve. Giusto trenta giorni, nei quali su Bergamo 2019 si sono registrate novità concrete, a cominciare dal varo del team che si occuperà della dossier della candidatura, composto da Barry e Gail Lord (canadesi esperti di pianificazione culturale) e Federica Olivares (docente di Comunicazione alla Cattolica di Milano e tra i 30 saggi che stanno studiando il rilancio culturale di Milano per l'Expo 2015). Le due ore dell'incontro con Olmi, «a tutto tondo, parlando di varia umanità, perché un colloquio con Ermanno è un viaggio nelle pieghe dell'anima», rivela Sartirani, si sono concluse con un «Claudia, si comincia!» con cui Olmi ha galvanizzato l'assessore, felice come una pasqua per essersi portata a casa un assenso che, con una lettera inviata lo scorso gennaio al regista, l'amministrazione comunale aveva solo lontanamente vagheggiato. «Considero un grandissimo regalo, un viatico straordinario per impresa, la disponibilità che ci ha dimostrato» ha ribadito Sartirani con una voce che tradiva tutta l'emozione: «Abbiamo parlato diffusamente, instaurando un feeling, come dire, creativo». E, sembra, anche molto operativo. «Abbiamo stabilito di incontrarci di nuovo subito dopo le festività pasquali per cominciare a pianificare le diverse iniziative». Su tutte spicca la voglia del regista di instaurare un dialogo con la «sua» gente di Bergamo. Quasi di tornare a casa. «Il primo passo di questo cammino insieme spiega l'assessore alla Cultura saranno alcuni incontri pubblici. Olmi vuole capire, sondare, entrare in sintonia con la comunità bergamasca per cogliere le attese e il sentiment popolare sotteso alla candidatura ed alle opportunità che potrà offrire. E chissà che questo non possa proprio avvenire, se non proprio a Casa Suardi in un contesto affine o attiguo». Così il «volo» di Olmi, nel colloquio con la «messaggera» istituzionale, ha spaziato oltre e ha preso in considerazione due eventi diversi tra loro, ma ugualmente straordinari: il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Giovanni XXIII ed Expo 2015. «Sono due spunti su cui abbiamo parlato diffusamente conclude Sartirani . Per Expo si tratterà di pensare ad una progettualità propositiva che parta da Bergamo verso Milano, mentre per ricordare Papa Roncalli credo che ad Olmi basterà seguire quello che il cuore gli suggerirà».
Capitale della cultura. Il sì di Olmi: Bergamo 2019, si comincia
L'assessore alla cultura Claudia Sartirani ha incontrato il regista Ermanno Olmi per discutere della candidatura di Bergamo come capitale europea della cultura 2019. Olmi ha accettato di presiedere il comitato cittadino e ha espresso la sua disponibilità a lavorare con l'amministrazione comunale. L'incontro ha concluso con un accordo per incontrarsi di nuovo dopo le festività pasquali per pianificare le iniziative. Olmi vuole instaurare un dialogo con la comunità bergamasca per cogliere le attese e il sentiment popolare sotteso alla candidatura. Inoltre, ha espresso interesse per due eventi diversi: il cinquantesimo anniversario della morte di Papa Giovanni XXIII e Expo 2015.
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