Il patto di stabilità continua a stringere e la Provincia riprova a mettere in vendita i gioielli di famiglia. «Se vogliamo pagare le imprese e fare quadrare i conti, non ci resta che questa strada», dice il presidente Ettore Pirovano. Così nel bilancio in via di stesura, oltre a risparmi di tutti i generi, sta per entrare anche la sede dell'assessorato al Turismo in viale Vittorio Emanuele, al piano terra di villa Finazzi (nota anche come villa Flora). L'assessorato potrebbe poi essere spostato in Borgo Santa Caterina, all'interno di un «rimpasto» di sedi per ridurre quelle in affitto. I gioielli di famiglia per pagare i conti. Dalle parti della Provincia, che si appresta a mettere in vendita la sede dell'assessorato al Turismo in viale Vittorio Emanuele, sanno che questa ormai da un po' non è più una frase fatta. «Se vogliamo pagare le imprese e fare quadrare i conti, non ci resta che questa strada», allarga le braccia il presidente Ettore Pirovano. Il bilancio dell'ente è in via di stesura, e già si sa che sarà lacrime e sangue: le fatture che vanno liquidate a fornitori e imprese che hanno già concluso i lavori arrivano a 20 milioni di euro, e per la fine del 2013 la cifra dovrebbe raddoppiare. Il problema (arcinoto) si chiama patto di stabilità, «che blocca l'uso di fondi nostri che invece si accumulano a Roma». Per pagare le opere pubbliche oggi il saldo arriva a dodici mesi, e solo nel 2012 ci sono state 71 richieste di certificazione di fine lavori per ottenere di essere liquidati più rapidamente dalle banche che poi, grazie ad accordi con l'ente, si rivolgono a via Tasso si deve ricorrere ad altre strade. La vendita dei propri beni è una, ed è così che mentre i quasi 23 milioni di azioni dell'autostrada Serenissima sono ancora in cerca di acquirente dopo ripetute aste deserte in Via Tasso hanno appena messo nero su bianco un piano di risparmio sugli immobili, con traslochi che puntano a razionalizzare spazi e budget. Il dossier non è definitivo ma alcuni capisaldi emergono, primo fra tutti quello che prevede lo spostamento dell'assessorato al Turismo che oggi occupano l'intero piano terra di proprietà (i piani alti sono invece privati) della villa-gioiello al civico 20 di viale Vittorio Emanuele. Si tratta di Villa Finazzi, nota anche come Villa Flora: il palazzo, ai piedi di Città Alta, è stato costruito nel 1915 dall'architetto Barboglio e si fa notare dai passanti con tanto di targhe descrittive. Una sede prestigiosa e secondo le previsioni molto appetibile: da una prima valutazione economica «si superano i due milioni di euro». Tutto è ufficioso e la conferma si avrà alla pubblicazione del piano delle alienazioni in lavorazione con il bilancio ma, anche a detta del presidente, «la situazione economica non ci dà molta possibilità di scelta. E oltre ai vincoli del patto nel 2013 affronteremo 17 milioni di tagli statali». L'assessorato al Turismo potrebbe spostarsi in Borgo Santa Caterina, dove ha già sede la Cultura. E questa è solo la punta dell'iceberg di una razionalizzazione «necessaria, senza considerare che sul 2014 c'è l'incognita del commissariamento dell'ente». Circa 450 mila euro è la stima potrebbero essere risparmiati se si liberassero gli spazi in affitto che fra via Camozzi e Palazzo Rezzara (viale Papa Giovanni XXIII) ospitano i settori Ambiente, Sociale e Lavoro. L'incastro è complicato ma si ipotizza di utilizzare a fondo gli spazi della Cittadella dello sport (dove si concentra la Caccia lasciando spazi in via Calvi). «Non è definitivo dice Pirovano , ma il piano dovrebbe essere concluso a breve». Altri spazi che potrebbero entrare in gioco, sono quelli del palazzo centrale in via Tasso, che per metà è affittato dalla Provincia alla prefettura. Quest'ultima, oltre agli uffici del vertice e agli alloggi istituzionali, comprende anche spazi lasciati liberi da uffici (parte migrati oggi in Piazza della Libertà). Via tasso in cui il demanio l'obiettivo di razionalizzare appartiene a tutta la pubblica amministrazione avrebbe già effettuato sopralluoghi per valutare la situazione ed eventuali economie.