La finestra del 1500 scampata a due terremoti, un dipinto di Ribera e la "Stele Borgia" Con circa un milione di euro sono stati salvati gioielli che vanno dallottavo secolo a.C. allOttocento Duecentocinquanta capolavori del patrimonio artistico pubblico, salvati dal degrado e provenienti da varie parti dItalia, vengono esibiti a Napoli, dopo il restauro, come dei veri e propri gioielli di famiglia, nella grande mostra "Restituzioni 2013. Tesori darte restaurati", curata e promossa da Intesa Sanpaolo. Il Museo di Capodimonte e Palazzo Zevallos Stigliano sono le due sedi principali che insieme alla Chiesa dei Santi Apostoli, il Museo Diocesano, la Cappella del Tesoro di San Gennaro ed il Museo del Tesoro stesso, ospiteranno da oggi fino al 9 luglio, la ricca selezione dimportanti opere darte - dallVIII secolo avanti Cristo fino allOttocento - restaurate nello scorso biennio grazie ad un investimento di circa un milione di euro da Intesa Sanpaolo, con il piano dinterventi dal titolo, per lappunto, di "Restituzioni", che negli ultimi venti anni ha salvato oltre mille tesori. Il progetto, sotto la cura scientifica di Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti, ha visto impegnate nella scelta degli oggetti da restaurare le soprintendenze ai beni archeologici, architettonici, storico-artistici ed etnoantropologici di tutta Italia. Così oltre a ridar luce ad alcuni manufatti napoletani provenienti dalle istituzioni coinvolte, la campagna di restauro ha messo insieme bellezza, valore e storia di ognuno dei singoli pezzi esposti, provenienti dai vari ambiti territoriali, ricongiungendo in città un unico ideale museo diffuso del nostro patrimonio, da Nord a Sud e viceversa, che dopo la mostra verrà "restituito" tornando a casa. «Napoli è una città meravigliosa e sempre così tormentata. Questa mostra vuole essere un omaggio e in un certo senso anche un incoraggiamento, un segno di grande attenzione e solidarietà», ha dichiarato Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, durante la presentazione a Palazzo Zevallos, insieme al presidente Banco di Napoli, Maurizio Barracco, al soprintendente al polo museale di Napoli, Fabrizio Vona, e ai due curatori, Bertelli e Bonsanti. Barracco ha anche anticipato che per il progetto "Gallerie dItalia", entro due anni nascerà a Palazzo Zevallos un museo della collezione di tutte le opere darte del Banco di Napoli, attualmente collocate in varie sedi del Mezzogiorno. Le "restituzioni" esposte al Museo di Capodimonte, nella Sala Causa, presentano accanto al grande "Trittico con Storie della Passione", capolavoro tardogotico in alabastro e legno di proprietà del museo, molti altri "masterpieces" restaurati, di cui solo attraverso il catalogo Marsilio (disponibile anche online sul sito della mostra) è possibile verificare le cattive condizioni, prima della cura conservativa. Tra le opere da scoprire o riscoprire, una tavola del Cinquecento di Dosso Dossi della Galleria Estense di Modena insieme ad una finestra invetriata con un San Girolamo, sopravvissuta al terremoto dellAquila del 1703, e salvatasi anche da quello del 2009 perché in restauro (visite lunedì-domenica 10-19, chiuso mercoledì, il biglietto di euro 7,50 comprende anche la visita a Palazzo Zevallos). La bella testa in rame di Medusa di Antonio Canova proveniente dal Museo Civico di Bassano del Grappa si può ammirare a Palazzo Zevallos insieme ad una serie di importanti manufatti archeologici (via Toledo 185, da lunedì a domenica 10-18, sabato 10-20, chiuso mercoledì). Queste due sedi espositive, insieme alle altre previste in città, saranno collegate da una navetta gratuita che partirà da Piazza Trieste e Trento (fermata Anm). Info www.restituzioni.com