Il personaggio CHISSÀ se può essere assunto a indizio di una insufficiente strategia promozionale del nostro patrimonio culturale, ma è un fatto che il nome dellartefice di uno dei paesaggi urbani oggi più diffusi e celebrati anche come set televisivo, quello del Val di Noto, dica poco o nulla al grande pubblico. Eppure Rosario Gagliardi, larchitetto di cui ricorrono i 250 anni dalla morte (con una incertezza se vada datata tra il 1762 e il 1763) a cui è dedicata la mostra appena inaugurata al Convento dei Gesuiti di Noto (a cura di Marco Rosario Nobile e Maria Mercedes Pares, promossa dallassessorato regionale ai Beni culturali, aperta sino al 21 giugno), è una delle figure centrali nella storia dellarte in Sicilia. Almeno in quella fase barocca che a torto o a ragione viene spesso indicata come rivelatrice dellanima isolana.
Il misterioso architetto che inventò il Val di Noto
Il personaggio CHISSÀ se può essere assunto a indizio di una insufficiente strategia promozionale del nostro patrimonio culturale, ma è un fatto che il nome dellartefice di uno dei paesaggi urbani oggi più diffusi e celebrati anche come set televisivo, quello del Val di Noto, dica poco o nulla al grande pubblico. Eppure Rosario Gagliardi, larchitetto di cui ricorrono i 250 anni dalla morte (con una incertezza se vada datata tra il 1762 e il 1763) a cui è dedicata la mostra appena inaugurata al Convento dei Gesuiti di Noto (a cura di Marco Rosario Nobile e Maria Mercedes Pares, promossa dallassessorato regionale ai Beni culturali, aperta sino al 21 giugno), è una delle figure centrali nella storia dellarte in Sicilia. Almeno in quella fase barocca che a torto o a ragione viene spesso indicata come rivelatrice dellanima isolana.
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