Recuperato il milione e mezzo del buco di bilancio. «Mi ricandido per finire il lavoro» sindaci al tempo della crisi »FANTOZZI Dal 2012 abbiamo un avanzo di alcune centinaia di migliaia di euro Presto ripartiremo con i lavori pubblici urgenti e necessari Ne l prossimo consiglio avvieremo il dibattito sulla variante al piano strutturale Valorizzeremo l'identità del territorio del vino e delle bellezze naturali Dal primo aprile funzionerà il centro di accoglienza nel palazzo Carmignani Si potranno fare degustazioni e anche prenotazioni MONTECARLO «Ci sono momenti in cui, più che un sindaco, mi sembra di essere un curatore fallimentare. Un Comune come il mio, con meno di cinquemila abitanti, sopravvive con la quota di Imu che il governo restituisce e con gli oneri di urbanizzazione, il cui importo è sempre più basso. E' diventato problematico anche provvedere alla manutenzione delle strade». Vittorio Fantozzi, 35 anni, sindaco di Montecarlo eletto in una lista di centrodestra, ma da un po' di tempo battitore libero, è uno dei tanti primi cittadini alle prese con i tagli nei trasferimenti da parte del governo e con le politiche di spending review che penalizzano in particolare gli enti locali. Ma non si dà per vinto, nonostante abbia scoperto - in aggiunta alla crisi generale - un bel buco nel bilancio, enorme per una realtà come Montecarlo. Una doccia gelata che, tra l'altro, ha reso quasi impossibile non solo mantenere gli impegni programmatici, ma anche realizzare opere urgenti di apparente semplicità. Fantozzi non ha fatto a scaricabarile, ma ha messo tutte le carte in mano alla Corte dei Conti e si è rimboccato le maniche per sanare il disavanzo ed evitare il commissariamento. «Nel 2010 - spiega il sindaco - la nuova ragioniera arrivata a darci una mano dal Comune di Chiesina si è accorta che nel bilancio c'erano criticità. In particolare ha rilevato che parte dei tre milioni ottenuti dal ministero dell'ambiente per la messa in sicurezza del reticolo di San Salvatore che finisce nella Pescia di Collodi e del rio San Gallo erano stati spesi per altre opere, per una somma pari alla metà dei fondi arrivati da Roma e vincolati alle opere idrauliche. Non ci è rimasto altro da fare che portare tutta la documentazione alla Corte dei Conti e avviare la politica di rientro». Esclude che la situazione di bilancio possa essersi aggravata anche per l'operato della sua amministrazione? «Con assoluta certezza e trasparenza. Gli atti sono a disposizione di tutti. Sono in grado di dire invece che, dopo tre anni di sacrifici, chiuderemo il bilancio 2012 con un consistente avanzo e meglio andrà nel 2013, tanto che dall'autunno potremo riprendere opere inserite nel programma e rese inattuabili dal deficit». Come ha agito per risanare i conti? «In accordo con i miei assessori, ho dovuto mettere sul mercato proprietà del Comune, cercando di piazzarle con il minor danno possibile per la comunità. Abbiamo venduto l'edicola all'inizio del paese, che peraltro ha mantenuto una destinazione commerciale, e la scuola di Micheloni, che però continua a funzionare come asilo nido gestito da una cooperativa. Stiamo definendo l'ultima trattativa, quella per l'ex scuola di San Salvatore, per la quale abbiamo un compratore. Dovrebbe essere utilizzata per studi medici, ma siamo in contatto con l'Asl per mantenere un locale che darà anche servizi alla popolazione. Sono operazioni che ho fatto a malincuore, è stato una sorta di lavacro lustrale, ma la nuova amministrazione che sarà eletta l'anno prossimo potrà ripartire da un bilancio sano». Ma non potevate più semplicemente fare mutui? «Non tutti lo sanno, ma stiamo ancora spegnendo mutui trentennali accesi negli anni Ottanta, come quello per la via di Colmata. No, non era possibile ottenere altri soldi dagli istituti del credito». Vuol dire che nel passato ci sono state amministrazioni poco avvedute e che la vostra si è trovata a doversi accollare gli errori del passato? «Questa è una sua osservazione. Io ripeto soltanto che nessun atto della mia giunta ha aggravato il bilancio. Abbiamo invece lavorato per arrivare al pareggio e ci siamo riusciti. Già nel 2011 abbiamo avuto un avanzo minimo, 604 euro. Quello del 2012 sarà invece consistente, alcune centinaia di migliaia di euro». Come impiegherà questi soldi? «Serviranno per cancellare definitivamente il buco del passato, accelerando i tempi. D'ora in avanti potremo di nuovo utilizzare il ricavato dagli oneri per fare investimenti e ripartire con le opere». Lei sa chi ha dato l'autorizzazione a investire per altri scopi i fondi vincolati? «Non spetta a me stabilirlo, sarà la Corte dei Conti a verificare. Per me rivendico solo la scelta di trasparenza che ci ha costretto a rimodulare gli obiettivi di mandato. Una decisione forse poco popolare, ma indispensabile per uscire da tunnel e ripartire dal pulito. Vede, posso dire che a Montecarlo la spending review la facciamo da anni. In questo modo, nonostante il deficit, siamo riusciti a non toccare ed anzi a potenziare gli investimenti per la scuola e il sociale. E ora siamo in grado di ricominciare a programmare la manutenzione delle strade, l'ampliamento della rete fognaria e del gas». Si ripresenterà alle elezioni del 2014? «Se riterrò di aver fatto tutto il possibile per mantenere gli impegni presi con i miei concittadini e di essere riuscito a riportare il bilancio in nero, sarò in corsa». Cosa pensa di poter fare in questo scorcio di mandato? «Entro il 2013 ripartiremo con le manutenzioni e dal 2014 potremo procedere con le opere più impegnative». Anche senza soldi ci sono atti che un'amministrazione può comunque fare. «E noi li facciamo. Nel prossimo consiglio comunale presenteremo la variante al piano strutturale. Saranno ridotti al minimo i nuovi interventi edilizi e punteremo sul recupero e sul riuso, oltre che sulla riorganizzazione del territorio, peraltro sotto tutela della Soprintendenza per il 90. Puntiamo a migliorare l'aspetto di Montecarlo e la qualità della vita di chi ci vive e lavora. Partendo dalla vocazione tipica del nostro territorio, un'eccellenza assoluta in fatto di tesori artistici e prodotti della terra, il vino su tutti. Per noi è decisivo mantenere e qualificare sempre di più l'identità di Montecarlo, anche se questo ci impedisce di procedere con il via libera alla cementificazione, che potrebbe rendere in termini di ricavi dagli oneri che entrano nelle casse del Comune». Il turismo, una risorsa primaria, ma ancora non sfruttata a dovere. Non crede che si faccia poco in termini di promozione? «Montecarlo ha un ottimo rapporto con la Camera di Commercio e il Touring Club che ci ha onorato della bandiera arancione, e punta molto sul marchio di "Città del Vino" di cui è vicepresidente regionale. Ma è vero che anche noi scontiamo il vuoto lasciato dalla chiusura delle Apt. Nella recente riunione alla Camera di Commercio, con altri Comuni e associazioni di categoria, ho visto però atteggiamenti nuovi e decisi che lasciano ben sperare. Intanto ci diamo da fare nei campi dove abbiamo possibilità di manovra». In particolare con le iniziative delle Strade del Vino. Che però, mi permetta l'obiezione, sono assai trascurate: indirizzi e telefoni che mancano sul web, aziende troppo spesso sprangate. «Qualche pecca c'è, ma mi pare un quadro a tinte troppo fosche. Dal primo aprile sarà aperto il nuovo punto di informazione turistica in via Roma, nel palazzo Carmignani: offrirà anche la possibilità di fare degustazioni e prenotazioni su tutto il territorio. Il sito Internet è poi in corso di rifacimento, anche perché dovrà contenere il nuovo calendario unico in corso di definizione tra i consorzi del Montecarlo e delle Colline Lucchesi. Inoltre stiamo realizzando anche bagni pubblici».