AULLA La sera dell'alluvione del 25 ottobre 2011, la piena del Magra travolse il museo di San Caprasio e l'antico gruppo scultoreo dell'Addolorata fu trascinato nel fango, con gravi danni alle statue e all'abito antico della Madonna. Sono stati necessari sedici lunghi mesi di restauri per recuperare la preziosa statua e, finalmente, mercoledì prossimo alle 15,30, dopo un anno di lunghi e difficili lavori di restauro presso la Soprintendenza di Lucca, la statua tornerà nell'abbazia. Nella sua centenaria storia, la sacra immagine per due volte si è allontanata dalla chiesa: dal 1943 al 1945, durante la seconda guerra mondiale, il parroco la portò in salvo a Bibola e a fine guerra fu trionfalmente riportata ad Aulla. Dal 2011 al 2013, a seguito dell'alluvione, la statua, con l'interessamento dell'ufficio diocesano Beni culturali, è stata portata nei laboratori di Lucca del museo di Palazzo Guinigi. Si sono occupati del restauro, seguito dal responsabile della Soprintendenza, Claudio Casini, i restauratori Eleonora Rossi, Dida Di Giglio, Giacinto Cambini. Dopo la benedizione da parte di don Giovanni, verrà illustrato il lungo lavoro di recupero.
TOSCANA - A San Caprasio torna la statua dell'Addolorata dopo il restauro
AULLA La sera dell'alluvione del 25 ottobre 2011, la piena del Magra travolse il museo di San Caprasio e l'antico gruppo scultoreo dell'Addolorata fu trascinato nel fango, con gravi danni alle statue e all'abito antico della Madonna. Sono stati necessari sedici lunghi mesi di restauri per recuperare la preziosa statua e, finalmente, mercoledì prossimo alle 15,30, dopo un anno di lunghi e difficili lavori di restauro presso la Soprintendenza di Lucca, la statua tornerà nell'abbazia. Nella sua centenaria storia, la sacra immagine per due volte si è allontanata dalla chiesa: dal 1943 al 1945, durante la seconda guerra mondiale, il parroco la portò in salvo a Bibola e a fine guerra fu trionfalmente riportata ad Aulla. Dal 2011 al 2013, a seguito dell'alluvione, la statua, con l'interessamento dell'ufficio diocesano Beni culturali, è stata portata nei laboratori di Lucca del museo di Palazzo Guinigi. Si sono occupati del restauro, seguito dal responsabile della Soprintendenza, Claudio Casini, i restauratori Eleonora Rossi, Dida Di Giglio, Giacinto Cambini. Dopo la benedizione da parte di don Giovanni, verrà illustrato il lungo lavoro di recupero.
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