Ieri un convegno congiunto con le soprintendenze di Abruzzo e Lombardia Solo nella nostra regione, il patrimonio artistico conta oltre 700 milioni di danni Oltre 1.800 edifici danneggiati, cui si aggiungono 541 chiese e 386 campanili, di cui sei crollati e uno demolito. Una stima di danni pari a circa 700 milioni di euro. Sono alcuni dati, ancora provvisori, diffusi ieri dalla direttrice regionale per i Beni culturali, Carla Di Francesco, durante il convegno intitolato Emilia, Lombardia, Abruzzo: a che punto siamo, uno degli appuntamenti di apertura del Salone del restauro in programma fino a sabato a Ferrara Fiere. Un tavolo di confronto al quale hanno partecipato anche la direttrice per i Beni culturali della Lombardia, Caterina Bon Valsassina, e il collega abruzzese Fabrizio Magani con l'obiettivo di creare un lungo ponte tra le tre regioni italiane accomunate dal dramma di eventi sismici che ne hanno distrutto l'immenso patrimonio artistico e culturale. «Rispetto all'Emilia - spiega il direttore regionale abruzzese - con L'Aquila siamo "fuori sincrono", nel senso che stanno ormai trascorrendo quattro anni dal 6 aprile del 2009 e siamo contenti di essere avanti da un punto di vista legato ai progetti e alla programmazione dei restauri. Inoltre, rispetto all'Emilia, a L'Aquila abbiamo avuto una gestione commissariale differente». Proprio ieri, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale una delibera del Cipe per sbloccare nuovi fondi in favore del capoluogo abruzzese: «Finalmente si è aperta una linea di finanziamento che ci consente di avviare una prima attività annuale per 26 cantieri, che si aggiungono ad altrettanti già avviati con altre forme di finanziamento», commenta Magani. Quanto all'Emilia, la direttrice regionale, Carla Di Francesco, ha difeso il contestato motto del "Dov'era, ma non com'era", preso di mira in particolare da associazioni come Italia nostra che rivendicano una ricostruzione del patrimonio architettonico all'insegna del pieno rispetto degli originili danneggiati. «"Dov'era ma non com'era - afferma Di Francesco è un motto provocatorio, che parte da un principio: è uno slogan antico nato quando è crollato improvvisamente i il campanile di Venezia, quando i restauratori disseto: "lo rifaremo dov'era e com'era". Poi è stato invocato in altri contesti, ma bisogna sottolineare che nella ricostrzione nulla torna "com'era", sebbene torni "dov'era": si prendono le antiche strutture e si tentano di completarle,maoggi salvo qualche caso selezionato come la torre di Finale, affermare di voler restituire il patrimonio artistico secondo il motto "Dov'era e com'era" risulta una pretesa velletaria». (e.spa.)
FERRARA Da L'Aquila all'Emilia due terre da ricostruire
Ieri, durante un convegno congiunto con le soprintendenze di Abruzzo e Lombardia, la direttrice regionale per i Beni culturali di Abruzzo, Carla Di Francesco, ha presentato dati provvisori sullo stato del patrimonio artistico e culturale della regione. Secondo i dati, oltre 700 milioni di euro di danni sono stati subiti, con oltre 1.800 edifici danneggiati, tra cui 541 chiese e 386 campanili, di cui sei sono crollati e uno demolito. La stima di danni è stata presentata durante il convegno "Emilia, Lombardia, Abruzzo: a che punto siamo", uno degli appuntamenti di apertura del Salone del restauro a Ferrara Fiere.
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