Arsenale, cinquemila firme contro il progetto del Comune VERONA Quota 5mila firme è vicina. Sono tanti i veronesi che hanno firmato la petizione del «Comitato per l'Arsenale» per opporsi al progetto di recupero del manufatto austriaco voluto dal Comune. Un buon numero di essi ha riempito, mercoledì sera, la sala conferenze dell'Ater per ascoltare i punti cardine del progetto alternativo sostenuto dal Comitato e dalla rivista l'Ansa dell'Adige. «Al primo posto - chiarisce Elisabeth Klijn, portavoce del Comitato - c'è la volontà di mantenere pubblica la destinazione di tutto l'immobile. Il Comune, invece, vuole realizzarci un nuovo centro commerciale e lasciarne, per 99 anni, la gestione ai privati, nonostante lo stanziamento di 12 milioni di euro già previsto». E proprio quei 12 milioni sono al centro delle critiche del Comitato. Il costo complessivo del restauro, nel progetto sostenuto dal Comune, è pari a 48 milioni di euro: 36 milioni li metterebbero i proponenti privati, l'associazione di imprese Contec, Rizzani, de Eccher, i restanti 12 il Comune che otterrebbe circa un terzo degli spazi dell'Arsenale. «Ma numeri alla mano - ribadisce la portavoce - abbiamo dimostrato che il recupero parziale dell'area e la sua completa messa in sicurezza sono possibili fin da subito e che per farlo quei 12 milioni bastano: quindi perché lasciare la maggior parte dell'Arsenale in mano ai privati?». Alla base delle due differenti proposte ci sarebbe, secondo il Comitato, un sostanziale «disinteresse» da parte del Comune per il reale recupero del complesso militare che non ha paragoni in Italia. Non a caso, l'architetto Luca Speziali, che ha redatto il progetto del Comitato, attacca l'amministrazione proprio su questo punto: «Non ha senso delegare ai privati tutta la ristrutturazione, all'unico scopo di averlo pronto giusto in tempo per le prossime elezioni, perché questa è pigrizia mentale. Il processo di restauro e valorizzazione dovrebbe essere fatto e sostenuto dal Comune, mentre oggi è completamente delegato ai privati che sono anche i proponenti dell'intera iniziativa di recupero». L'idea illustrata dal Comitato, invece, si basa su quattro punti ed è incentrata sull'idea di mantenere completamente ad uso pubblico l'intera area. «Con 12 milioni di euro - chiarisce l'architetto Speziali - possiamo fermare il degrado intervenendo sugli edifici che hanno maggiore bisogno, sistemare e realizzare un grande parco pubblico da 40mila metri quadri, sistemare gli edifici per funzioni pubbliche e mantenere le attività attuali che sono tanto importanti per il quartiere visto che l'Arsenale ospita associazioni, la scuola di teatro, i mercati settimanali». Con il progetto comunale, invece secondo il Comitato, oltre a concedere la gestione dei 23 dell'area ai privati, verrebbe limitato il parco e si aumenterebbe notevolmente il traffico di mezzi. «La nostra proposta - chiarisce Klijn - è stata discussa anche durante la seduta della terza commissione in Comune. In quell'occasione l'amministrazione ha dimostrato ancora una volta disinteresse verso questa soluzione alternativa, definendola nuovamente come irrealizzabile e velleitaria e dimostrando di non aver capito le sue reali potenzialità».