La Cavallerizza e Palazzo Serbelloni con il Fondo per l'ambiente Invadere città e borghi, improvvisati esploratori a caccia di prede d'arte. Sentirsi parte di una comunità che si riconosce nell'identità culturale del Paese. Avvicinarsi a tu per tu a monumenti e siti che raccontano ciascuno una storia diversa, tutte preziose. Esperienze vissute da chi prende parte alla Giornata di Primavera del Fai, Fondo Ambiente Italiano, quest'anno XXI edizione: ormai una mobilitazione popolare, che ha coinvolto finora quasi 7 milioni di persone. Chiese, fabbriche, giardini, palazzi, luoghi d'archeologia antica o industriale: 700 i beni aperti domani e domenica nell'intera Penisola, molti normalmente inaccessibili al pubblico. Per sapere dove andare e in quali orari, il programma si consulta su www.fondoambiente.it oppure www.giornatafai.it. L'ingresso prevede un contributo libero, ma attenzione: in alcuni luoghi è necessaria l'iscrizione al Fai, da compiere anche sul posto. «Per il nostro prossimo convegno abbiamo scelto il tema "Fulcri e sistemi" commenta Andrea Carandini, neo presidente eletto il 19 febbraio scorso, settantacinque anni, romano, archeologo e presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali tra 2009 e 2012 . A dire che sempre più il patrimonio storico artistico deve diventare volano per lo sviluppo e la valorizzazione territoriale. Su questo punto saremo in prima linea». Intanto, nel weekend Milano offre un ventaglio di possibilità vario e interessante. Partiamo dalle novità. Come Palazzo Serbelloni, perla neoclassica in corso Venezia 16, architetto Simone Cantoni: nei sontuosi saloni da ballo del piano nobile, tra stucchi e affreschi, hanno volteggiato Napoleone e Giuseppina, il principe di Metternich e re Vittorio Emanuele II. O come la Cavallerizza di Radetzky, via Carlo Foldi 6, nuova sede del Fai aperta per la prima volta: ex maneggio militare eretto ai primi del '900 in sobrie forme neogotiche. Per l'occasione s'inaugura un'esposizione dedicata a Cristina di Belgiojoso, eroina del Risorgimento meneghino. Spalancano i battenti tutti e tre i principali atenei nelle loro sedi storiche: l'Università Cattolica del Sacro Cuore in largo Gemelli, la Statale in via Festa del Perdono e la Bocconi in via Roentgen. Open anche il Conservatorio Giuseppe Verdi: domani lezioni a porte aperte, domenica maratona musicale. E, restando in tema verdiano, torna un classico, la Casa di Riposo per musicisti voluta dal Maestro in piazza Buonarroti: quest'anno si presenta in gran spolvero, fresca dei restauri alla facciata, all'androne e alla cripta, con ricchi mosaici Liberty di Ludovico Pogliaghi. Più recente il Palazzo dell'Informazione, voluto da Mussolini nel 1938 in piazza Cavour come redazione del «Popolo d'Italia»: progetto di Giovanni Muzio, imponente bassorilievo in facciata e mosaici all'interno su disegno di Mario Sironi. E se curiosa può essere la visita al Deposito Locomotive delle Ferrovie dello Stato in via Corelli 61, mai visto prima, da non perdere le torri avveniristiche del Quartiere Porta Nuova, ex Varesine. La città che sale.