La chiamavano villetta Zafferano perché lì dentro si produceva la polverina rosso fuoco che magicamente colora di giallo il risotto alla milanese. Stava all'angolo con v1a Gluck, a cento metri dal palazzo di Celentano. Adesso non esiste più. «L'hanno demolita quattro anni fa. Al suo posto ora c'è un edificio di sette piani. Un peccato, era uno splendido esempio liberty di fine Ottocento», racconta Giuseppe Amato, presidente dell'associazione Amici della Martesana che insieme ai circoli Legambiente Milano ha lanciato la petizione «Salviamo i luoghi del ragazzo della via Gluck». Iniziativa che nei giorni scorsi ha incassato il plauso del Molleggiato, cresciuto in questa strada di 90 metri tra la stazione Centrale e il quartiere Greco, celebrata nella popolare ballata presentata a Sanremo nel 1966. Il link è comparso sul sito www. clancelentano.it e le adesioni stanno piovendo anche dall'estero. Obiettivo della mobilitazione : ottenere dal ministro per i Beni e le Attività culturali l'inserimento degli edifici di via Gluckfra via Bruschetti e viale Lunigiana, con particolare attenzione al civico 14 (il palazzo del Molleggiato), tra i beni culurali e paesaggist1c1 da tutelare. Affinché non si perda un patrimonio, la testimonianza architettonica del primo nucleo urbano edificato al confine tra Milano e Greco Milanese ai primi del Novecento. «Affinché quegli stabili non finiscano come villetta Zafferano, ridotta in polvere», sottolinea Amato. Ma è importante precisare cosa comporterebbe il vincolo: «Molta gente si spaventa, pensando che non potrà più effettuare lavori di manutenzione o che i tempi d'intervento si allungherebbero a causa della burocrazia. Invece si tratta di mantenere l'identità architettonica del vecchio borgo: salvaguardar la parte estetica delle facciate, nspettare la sagoma volumetrica esistente e mantenere disegni e elementi caso di sostituzione di elementi, ad esempio ringhiere. L'intento è avere una corsia preferenziale e incentivi proprio perché si tratterebbe di spazi tutelati». Insomma bisogna agevolare chi si mette in prima fila per difendere un patrimonio», sostiene Amato. Ma c'è di più: «L'ideale sarebbe avere una detrazione fiscale al 75 in caso di interventi in siti soggetti a vincolo». Il discorso si allarga ai nuovi edifici residenziali: «Hanno tirato giù dei capannoni e sono sorti stabili molto voluminosi, che mal si conciliano con il quartiere. Purtroppo tutte cose possibili grazie alle nuove normative in campo edilizio. Ma non ci si rende conto che in questo modo il quartiere soffoca. Abbiamo marciapiedi già completamente invasi dalle auto. Si rischia di avere spazi angusti, senza servizi, una porzione di finta città, una periferia sub-urbana». Invece i cittadini desiderano salvare il paesaggio d1 questo spicchio di Milano, «percepito dai milanesi e da tutta Italia- conclude Amato come simbolo di una cultura ambientalista ed ecologista».
MILANO Comitati in campo: così salveremo la nostra via Gluck
La villetta Zafferano, un edificio liberty di fine Ottocento, è stata demolita quattro anni fa. L'associazione Amici della Martesana e Legambiente Milano hanno lanciato una petizione per salvare il quartiere, che è stato iniziato da un gruppo di cittadini. L'obiettivo è ottenere il vincolo dei edifici di via Gluck, via Bruschetti e viale Lunigiana, tra i beni culturali e paesaggistici. La demolizione dell'edificio ha portato a una perdita di patrimonio architettonico e la petizione vuole mantenere l'identità del vecchio borgo.
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