«Verona, ora l'Arsenale è tuo», titolava il nostro giornale il primo giugno del 1995, anno in cui i militari consegnarono alla città la cittadella militare asburgica di Borgo Trento. Ma a distanza di quasi 18anni, gran parte del complesso è nel degrado e si discute su come riqualificarlo e a quali attività destinarlo. Una discussione che si è riaccesa con la presentazione di una proposta di progetto della Rizzani de Eccher e Contee del valore di 48 milioni, 12 dei quali finanziati dal Comune. Proposta che ha scatenato diverse reazioni negative nell'opinione pubblica, e una raccolta di firme da parte del Comitato per la salvaguardia dell'Arsenale che l'altra sera ha organizzato, insieme al Periodico L'Ansa dell'Adige, un affollato incontro in sala Ater di piazza Pozza. Meglio sistemare l'exArsenale un po' per volta, accontentandosi di rendere agibili gli edifici ma mantenendoli ad uso pubblico, piuttosto che trasformarlo in un altro centro commerciale, magari con un ambizioso progetto fatto dai privati. Èquanto èstato ribadito nella serata anche con l'aiuto di architetti ed esperti di strutture militari. Secondo Elisabeth Klijn, presidente del comitato che ha già raccolto Smila firme contro il progetto presentato dai privati, esiste il pericolo di una «perdita del valore storico del secondo Arsenale al mondo dopo quello diVienna, perdita di parte del suolo verde e aumento di traffico e smog». E aggiunge: «Per questo abbia mo deciso di contestarlo eproporre, in alternativa l'idea di utilizzare i 12 milioni del Comune il prima possibile per fermare il degrado, dando poi spazio a progetti con fini sociali e culturali». Klijn ricorda poi che «il contratto di permuta redatto al momento dello spostamento dei militari, sottolinea la destinazione pubblica dell'Arsenale». A inquadrare dal punto di vista storico e architettonico l'ex Arsenale è stato l'architetto Fiorenzo Meneghelli, esperto di architettura militare, che spiega come il complesso non sia considerabile come «un' isola a sé stante, ma un insieme di infrastrutture collegate sl resto della città e in un rapporto preciso con essa». Luca Speziali, architetto e attivista del comitato, ribadisce quindi chel'Arsenale sipuò cominciare a sistemare con i 12 milioni del Comune e lo farà presentando il progetto già illustrato al vicesindaco Giacino in commissione consiliare. Dodici milioni, secondo Speziali, bastano per «fermare il degrado degli edifici, realizzare un parco pubblico, sistemare alcuni edifici da destinare a funzioni pubbliche emantenere attività come il Teatro Laboratorio». E rassicura: «Si può fare, abbiamo avuto conferme da altri esperti, non occorre rinunciare a due terzi dell'Arse nale per un restauro che andrà a infiocchettare edifici nati come militari». All'incontro sono interventi Francesca Capobianco, presidente di Assoguide, e Andrea Galliazzo (dello studio di architettura di Libero Cecchini) spiegando il valore turistico e storico dell'Arsenale. Tra il pubblico, alcuni consiglieri comunali: dal capogruppo del Pd Michele Bertucco Elisa La Paglia, Mauro De Robertis (Sei) eAlberto Zelger (Lista Tosi), oltre all'ambientalista Ermanno Butti e a Gaetano Calcaterra, presidente di SipbeVeneto (Società italiana protezione beni culturali).
VERONA - Si rischia di perdere il gioiello Arsenale
Il Comune di Verona ha presentato una proposta di progetto per il riqualificazione dell'ex Arsenale, con un budget di 48 milioni di euro, 12 dei quali finanziati dal Comune. La proposta è stata criticata da un gruppo di cittadini che hanno raccolto firme per contestarla e hanno proposto un'alternativa: utilizzare i 12 milioni del Comune per fermare il degrado degli edifici e realizzare progetti con fini sociali e culturali. L'architetto Fiorenzo Meneghelli ha sottolineato che l'ex Arsenale non è un'isola a sé stante, ma un insieme di infrastrutture collegate alla città.
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