Dopo la tensostruttura, posta sotto sequestro e in via di rimozione, spunta un altro elemento controverso alla Casina Valadier. A rilevarlo è Nathalie Naim, consigliera dei Verdi nel I Municipio: dall'esame dei fascicoli risulta la «realizzazione di una cubatura di 65 metri quadrati, alta circa 3,50 metri, con tamponatura in alluminio e plexiglass, su un terrazzo al primo piano del villino». I vigili urbani, nel luglio 2010, segnalano la violazione. Il parlamentino di via Petroselli, il mese dopo, emette il provvedimento di sospensione lavori. A settembre la «Grande Cucina», la società che gestisce la palazzina d'epoca, riceve la notifica. Passano due anni e non succede nulla. Nel 2012, il I Municipio scrive alla soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici, che ha competenza sull'edificio vincolato, per chiedere il nulla osta allo smantellamento. «Ad oggi sottolinea Naim - non è arrivata alcuna risposta». La consigliera dei Verdi ha presentato un esposto alla soprintendenza, al dipartimento Patrimonio e alla Procura. «Che un edifico di tale pregio sia sfigurato da anni da una cubatura abusiva è inammissibile -denuncia Naim- . Dispiace constatare che la responsabilità sembri risiedere nell'inerzia della soprintendenza, a cui è affidata la tutela». La Grande Cucina, contattata dal Corriere, non ha voluto replicare.