L'intervento L'ex soprintendente: come avrei potuto, dopo altri due pareri favorevoli al park rilasciati in precedenza, emetterne uno contrario su un progetto fortemente ridimensionato? CARA Repubblica, chi scrive ha per oltre trent'anni svolto con impegno l'attività di tutela all'interno dell'amministrazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dapprima come funzionario a Genova, quindi dal 2002 come dirigente, a Venezia e dal 2005 nuovamente a Genova. Nel caso in questione ho avuto l'onere di rilasciare il terzo parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria su un'opera pubblica, quale il parcheggio previsto sotto una parte del parco dell'Acquasola, certamente la più degradata della parte restante, ridotta in stato deplorevole dopo anni di incuria e sottointeresse da parte dell'ente proprietario. Come avrei potuto, dopo altri due pareri favorevoli rilasciati dalla Soprintendenza nel 1990 e nel 2004, emettere un parere contrario su un progetto che, rispetto ai precedenti, era certamente meno impattante e più ridimensionato? Esiste una continuità amministrativa all'interno della pubblica amministrazione, ed un un'attività istruttoria, svolta in precedenza da un pubblico ufficio, non può essere messa in discussione ad un certo momento, senza che siano avvenuti fatti o nuovi provvedimenti che abbiano modificato il quadro normativo. Se avessi rilasciato un parere negativo su un progetto che era indubbiamente migliorativo rispetto ai precedenti, sarei andato incontro ad una rilevante richiesta risarcitoria da parte di chi sarebbe stato danneggiato dal mio provvedimento, con danno altrettanto grave per il pubblico erario. Sono io che, nel corso del-l'istruttoria della Magistratura, ho dichiarato (come risulta da documenti dell'Archivio Storico comunale in mio possesso) che l'attuale parco dell'Acquasola riflette solo in parte il disegno originario progettato dall'architetto civico Carlo Barabino nel 1821. Chi ha impostato la tesi accusatoria sull'ipotesi che il progetto approvato dalla Soprintendenza avrebbe snaturato il disegno barabiniano è in palese difetto. Il parco, che in origine era collegato senza interruzioni alla Villetta Dinegro, è stato infatti oggetto di varie modifiche che ne hanno progressivamente ridotto l'estensione. Riguardo alle modifiche dell'uso del suolo che la Soprintendenza avrebbe autorizzato, occorre ricordare che il parcheggio comporta solo la trasformazione del sottosuolo: la destinazione d'uso della superficie non muta, in quanto ne è riconfermata la funzione di parco pubblico. Come ex dirigente della Soprintendenza, ho l'impressione di essere stato individuato, insieme ad alcuni miei colleghi, come il capro espiatorio di una situazione molto complessa. C'è da chiedersi, infatti, come mai responsabili dello "scempio" risultino, alla fine, soltanto tre impiegati del Ministero (due ex soprintendenti ed una funzionaria) ed un dirigente del Comune, peraltro con responsabilità marginali, e non siano stati coinvolti invece i pubblici amministratori che questo progetto hanno voluto o non hanno impedito, che hanno sostenuto con pubblici finanziamenti, che hanno fatto modificare gli strumenti urbanistici regionali, provinciali e comunali per legittimarlo? Chi era a capo dell'amministrazione comunale nel 2007, quando si è svolta la conferenza di servizi che ha definitivamente approvato il progetto, dopo vent'anni di gestazione e di polemiche? Non si può certamente non rilevare come una siffatta situazione possa irrigidire l'attività di tutela della Soprintendenza, i cui funzionari e dirigenti saranno sempre meno disposti ad assumersi le responsabilità e a pagare di persona errate scelte della politica. Confido che la Magistratura svolga con impegno ed obiettività il proprio ruolo, e che si arrivi a definire la verità su una vicenda dai contorni poco chiari. ex soprintendente ai beni architettonici
LIGURIA - "Sull'Acquasola ho fatto solo il mio dovere"
Un ex soprintendente ai beni architettonici della Liguria, che ha lavorato per oltre trent'anni, ha rilasciato un parere contrario a un progetto di parcheggio sotto un parco degrado, nonostante altri due pareri favorevoli. Ha affermato di non poter aver emesso un parere contrario senza una continuità amministrativa e un'attività istruttoria che non avesse subito modifiche. Ha anche affermato di non aver avuto la possibilità di esaminare il progetto approvato dalla Soprintendenza, che avrebbe snaturato il disegno originario dell'architetto Carlo Barabino.
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