Lite tra Comune e ambientalisti sui confini del parco del Valentino NON è bastato spostarla di un centinaio di metri, dal fazzoletto di terra di fronte all'istituto Galileo Ferraris al piazzale retrostante la statua del Duca d'Aosta: attorno alla ruota panoramica al Valentino continuano a sollevarsi le polemiche. Questa volta la disputa riguarda i confini del parco: il discrimine tra ciò che è dentro, ed è tutelato dai Beni culturali, con tanto di parere obbligatorio da parte della Soprintendenza, e ciò che è fuori, e non è vincolato. Lo "spostamento" deciso dalla giunta a inizio febbraio per il Comune «fuori dai recinti» del Valentino: su questo presupposto la Soprintendenza è stata scavalcata, e il parere chiesto direttamente al Ministero. Non è questione da poco se si pensa che Palazzo Chiablese aveva mandato a settembre una lettera preventiva al sindaco Fassino storcendo il naso di fronte all'ipotesi di realizzare l'attrazione alta 60 metri nel parco. Le associazioni ambientaliste, e non solo loro, sostengono invece che le cose non stiano così: la ruota continuerebbe a trovarsi dentro l'area tutelata dal decreto ministeriale che nel 1948 impose il vincolo a tutto il parco. La questione è stata posta, piano regolatore alla mano, da Emilio Soave, vicepresidente di Pro Natura, che ieri ha mostrato alla commissione ambiente di Palazzo civico le mappe con i vincoli sui beni culturali: «È lampante, e l'allegato 14 del piano lo dimostra, che al contrario di quanto affermato dalla giunta, quell'area è vincolata, e quindi spetta alla Soprintendenza dare il proprio assenso». Dal canto suo la Soprintendenza ha continuato a rivendicare le sue prerogative. Fatto sta che sinora non ha ricevuto nessuna documentazione per poter esprimersi. Ed entro fine mese scadono i termini per raccogliere i giudizi, tra cui anche quello dell'Ente parco del Po. L'assessore alla Cultura, Maurizio Braccialarghe, è determinato ad andare avanti. E nel frattempo incassa il parere «non pregiudizialmente contrario» della Commissione locale per il Paesaggio, che però mette in guardia, e chiede di «evitare l'effetto luna park» e di «verificare l'altezza della ruota rispetto al contesto». Il presidente dell'organismo, il professor Guido Montanari, è stato ascoltato ieri in Comune: «Non ci è stato chiesto di trovare altre aeree ha fatto notare Forse però Italia '61 sarebbe stata più adeguata». L'assessore ha chiesto anche ai consiglieri comunali di esprimersi. Non tutti però sono disposti a farlo: «Non siamo noi a dover dare un parere attacca la democratica Marta Levi è lui che deve prendersi la responsabilità». Così Piera Levi Montalcini: «Non possiamo dare un parere senza c'è ci sia un progetto definito». Luca Cassiani e Gianni Ventura del Pd difendono la ruota: «È un modo per riqualificare quel piazzale, bloccando l'accesso alle auto anche nei viali laterali e incentivando l'uso del parcheggio del Padiglione 5 di Torino Esposizioni».