In riferimento alle linee programmatiche di fine mandato presentate dal segretario del Pd al sindaco, ci permettiamo, pur essendo all'opposizione, di fare una riflessione sulla variante anticipatrice delle colline, che rischia di compromettere ulteriormente la futura discussione sul piano strutturale, visto che l'attuale Giunta non ha né il tempo né il consenso per dare avvio al procedimento (doveva essere cominciato nei primi 100 giorni del mandato 20092014, ma il sindaco con una serie infinita di ritardi ha realizzato ben poco). La discussione ripresa ieri dal segretario Yari De Filicaia, e partita con l'ex-assessore Mauro Grassi, sulla variazione della normativa urbanistica vigente per le aree classificate come "orti" ci preoccupa moltissimo. Dopo una discussione che si è protratta per mesi, completamente sganciata dagli obiettivi del piano strutturale, la proposta che è stata avanzata dalla giunta sembra ripetere gli stessi errori. Il Pd vuole riprendere quell'idea oppure nel rispetto della normativa regionale sugli annessi agricoli vuole far qualcosa di nuovo? La proposta all'epoca di Grassi partiva dall'ipotesi che il possesso di un micro lotto attribuisca comunque il diritto a edificare, seppure con destinazione agricola amatoriale (?), ma finirebbe con annullare il potere di regolamentazione dell'estensione dell'edificato delle pubbliche amministrazioni e, nel caso specifico, coprirebbe la fascia pianeggiante extra-urbana e le pendici collinari di un immenso reticolo di micro lotti con costruzione annessa. La norma sulla dimensione fondiaria minima dei lotti in caso di frazionamento non può comunque avere valore retroattivo, finendo col tramutarsi in mera dichiarazione nelle realtà Limoncino, Puntone e le Macchie, dove questo fatto ha portato la polizia giudiziaria a ipotizzare anche la lottizzazione abusiva. Il micro frazionamento riguarda poi tutta la fascia extra-urbana che dal Cisternino si dirige verso Montenero. La cancellazione di fatto della destinazione agricola dalle norme di programmazione del Comune, che avrebbe permesso da subito di regolamentare sia l'attività agricola d'impresa che quella amatoriale. Sel ritiene che si debba partire dagli obiettivi che la programmazione urbanistica di Livorno si dava per quelle zone: la riqualificazione ambientale di aree contemporaneamente a ridosso della città e delle colline, gravemente compresse dal degrado conseguente all'abbandono dell'attività agricola e all'abusivismo edilizio. Questo obiettivo non è stato raggiunto prevedendo che i piani di riqualificazione ambientale fossero pubblici; per questo proponiamo che qualsiasi intervento passi da Piani di riqualificazione ambientali di iniziativa privata, che riguardino microambiti omogenei, dove l'intervento consorziato dei privati indichi gli interventi di risanamento idraulico e geologico, di rinaturalizzazione del microambito nonché di infrastrutturazione minima del microambito. Questo piano, se approvato dall'amministrazione, consentirà la realizzazione di annessi agricoli in legno di mq. 14,00 per i lotti di dimensioni maggiori a mq. 1.500, che poggino su battuto. Per i lotti esistenti di dimensioni inferiori, l'approvazione del piano autorizzerà l'installazione di box di dimensione mt. 2,00x2,00 e altezza massima non superiore a mt. 2,50. Le nuove recinzioni da realizzare dovranno prevedere la schermatura con vegetazione tipica della nostra macchia. La realizzazione dei Piani dovrà essere accompagnata dalla sottoscrizione di atti unilaterali d'obbligo da parte della proprietà che garantiscano la destinazione attuale dei fondi, prevedendo dall'atto i meccanismi di calcolo della penalità in caso di violazione dell'obbligazione. Qualsiasi altra proposta significherebbe l'aumento del carico urbanistico in maniera insostenibile in termini ambientali, ma anche difficilmente sostenibile dall'amministrazione in termini finanziati per le conseguenze che avrebbe sull'estensione della rete di urbanizzazioni. Un'idea scellerata, ancor più scellerata visto i danni dei mesi passati in cui il maltempo ha seminato danni nella nostra Regione. Da parte di tutti, non solo degli ambientalisti, si lanciano strali contro la cementificazione dei suoli e ci risultano essere negli 8 punti di Bersani nel suo programma di Governo. Andrea Ghilarducci coordinatore Federazione provinciale di Livorno Sel Andrea Cionini responsabile Forum Ambiente e territorio Sel
LIVORNO- la variante sulle colline ci preoccupa
Il segretario del Pd ha presentato linee programmatiche di fine mandato, che includono una variante anticipatrice delle colline. Questa variante è stata criticata dal Pd, che teme di compromettere la futura discussione sul piano strutturale. La variante prevede la cancellazione della destinazione agricola dalle norme di programmazione del Comune, che avrebbe permesso di regolamentare sia l'attività agricola d'impresa che quella amatoriale. Il Pd propone invece di partire dagli obiettivi della programmazione urbanistica di Livorno, che è la riqualificazione ambientale di aree contemporaneamente a ridosso della città e delle colline.
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