PIENZA La Val d'Orcia entra nell'Olimpo dei siti Unesco. Patrimonio culturale dell'umanità: questa è la 'patente' che l'Unesco porta in questo fine settimana nei cinque comuni Pienza, Montalcino. San Quirico d'Or-eia, Castiglione d'Orcia e Radicofani che costituiscono il territorio della valle cantata da scrittori e poeti (ultimo, ma solo in ordine di tempo, Mario Luzi) e da anni set per il grande cinema. Motivazione: «La Val d'Orcia è un eccezionale esempio del ridisegno del paesaggio nel pre-Rinascimento, che illustra gli ideali di Buon Governo e la ricerca estetica che ne ha guidato la concezione». Insomma, «un'icona del paesaggio»: come dire, la mano dell'uomo che ha modellato le magie della natura. Tre giorni di incontri e cerimonie, con i dirigenti dell'Unesco e con il sottosegretario Nicola Bono, celebrano l'evento. Che fa salire a sei, su 39 in tutta Italia, i siti toscani ammessi tra gli «eletti». Di questi, ben quattro sono in provincia di Siena. E, curioso, Pienza entra per la seconda volta. Caso unico, ma più che giustificato.