Approvata in commissione la nuova "carta" della pianificazione, domani il via libera definitivo in consiglio. Previsto un nuovo parco nell'area umida PRATO Il primo tempo è finito 5 a 3 per la maggioranza. Ora la palla passa nel campo del consiglio comunale che affronterà domani la partita difficile del Piano strutturale. E' l'ultimo atto - l'approvazione definitiva - della nuova "carta" che traccia la pianificazione di Prato da qui a vent'anni: un passaggio importante. Ieri l'approvazione in commissione, appunto, con il voto favorevole (5 sì) di Pdl e del consigliere della Lega Toscana, vicino al Movimento 5 Stelle, Federico Tosoni e il voto contrario (3 no) di Pd e Idv. Che cos'è il Piano lo spiega l'architetto Gianfraco Gorelli, consulente generale del Piano da ormai otto anni, ordinario di urbanistica alla facoltà di Urbanistica e pianificazione del territorio di Firenze. Poche parole: «E' una carta di principi, non di localizzazioni». Dunque contiene - il materiale prodotto potrebbe riempire alcuni scaffali di una biblioteca - i criteri sulla base dei quali alcuni territori non potranno essere utilizzati e parallelamente le indicazioni su come poter usare una quota di nuovo territorio. «Si tratta - spiega Gorelli - di un piano confezionato con grande onestà intellettuale: il consumo zero di territorio non esiste, noi puntiamo invece sulla rigenerazione dell'esistente delineando criteri molto rigidi per l'utilizzo di territorio vergine». Con una postilla: «Si fa il nuovo se serve per fare il recupero», ovvero attraverso la perequazione chi cederà al Comune un lotto di proprietà da rigenerare, riceverà diritti edificatori in altra area dell città. Ex agricole. Le aree esclusivamente agricole trasformate in prevalentemente agricole (appunto quelle che potranno essere trasformate) sono 150 ettari complessivamente. «E non 800 - precisa Gorelli - come erroneamente calcolato dalla Provincia che poi ha riconosciuto l'incongruenza», pari al 2,5 del totale del territorio. «Con un ulteriore vincolo - continua l'urbanista - con l'obbligo di cedere al Comune il 40 della nuova capacità edificatoria per garantire standard e verde». Un esempio: su 10mila metri quadrati, 4mila torneranno nella disponibilità pubblica. «Le nuove edificazioni inoltre - aggiunge - dovranno avere funzioni ben precise: legate al sociale, alle attività di interesse pubblico o alla produzione». Con umiltà. «Sulla base delle osservazioni (268, il 55 non accoglibili ndr) - continua Gorelli - in particolare quelle degli enti con pianificazioni sovraordinate (Provincia e Regione ndr) abbiamo compiuto ulteriori verifiche per accertare eventuali errori. Con grande umiltà». Secondo l'ufficio di Piano, pochi sarebbero stati i passi falsi. Ma uno sì: il piano riconsegna al rigore dei territorio esclusivamente agricolo 40 ettari di terreno nell'area sud-ovest, sotto il Macrolotto uno, «perchè ci siamo accorti che su quel territorio erano presenti tre aziende agricole in attività». Chiare le regole: aumenti di edificabilità fino al 30 a quelle aziende che si ingrandiscono ma per sviluppare l'attività. Possibilità di creare annessi dai 18 ai 30 metri quadrati. Divieto di costruire il proprio domicilio per quelle aziende agricole che sono su terreni prevalentemente agricoli: «Perchè si trovano - spiega Gorelli - molto vicine all'abitato». Più fabbricati produttivi. Non nel numero ma nelle dimensioni. Un'altra regola del Piano prevede aumenti fino al 30 degli edifici industriali :«Ma solo se viene garantito di mantenere e sviluppare la produzione - precisa l'urbanista - e con modalità nuove: Prato potrebbe avere meno necessità di capannoni a un piano, e più bisogno di palazzine per il terziario e per il commercio magari a due piani, risparmiando territorio». Un nuovo parco. «Nel nostro piano abbiamo recepito, prima dell'approvazione in Regione le indicazioni della variante al Pit sul parco della Piana». Con una conseguenze: la creazione di un ulteriore vincolo sull'area umida di Prato (Pantanelle, l'area dei laghetti) «da riconnettere in un unica area protetta con le Cascine». La parte del parco dell'Ippodromo fino al vecchio galoppatoio e il parco di Galceti sono stati inserite nella mappa dei parchi storici territoriali. L'area archeologica. E' un'altra delle novità del Piano: Gonfienti e quella parte della Calvana sulla quale insistono manufatti etruschi e alcune tombe è stata indicata come area di interesse archeologico. «Ciò significa - conclude Gorelli - che in caso di scavi, come indica la Soprintendenza, si dovranno effettuare verifiche preventive». Un vellutino. «Questo è un Piano è delicato, un vellutino - è il giudizio di Francesco Caporaso, dirigente dell'Ufficio di Piano - lascia aperta la strada a un totale rispetto dell'ambiente ma con la possibilità, ove ce ne fosse la necessità e senza infingimenti, di interventi ma ampiamente governati».
PRATO - Fabbriche e agricoltura ecco la spinta del Piano
Riassunto in 200 parole:
Il Piano strutturale di Prato è stato approvato in commissione e previsto il via libera definitivo in consiglio. Il piano traccia la pianificazione di Prato da qui a vent'anni e contiene criteri per l'utilizzo del territorio e indicazioni su come utilizzare nuovi territori. L'architetto Gianfraco Gorelli, consulente generale del Piano, spiega che il piano è una carta di principi, non di localizzazioni, e contiene regole per la rigenerazione dell'esistente e la creazione di nuovi spazi pubblici. Le aree esclusivamente agricole trasformate in prevalentemente agricole sono 150 ettari, e il Comune dovrà cedere al 40% della nuova capacità edificatoria per garantire standard e verde.
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