PISA Giovanni Garzella rilancia sulla questione bancarellai. Durante lo scorso consiglio comunale il consigliere del Pdl prende la parola e, presentando un'interpellanza all'amministrazione comunale sui lavoro svolti in passato sul tetto del Museo delle Sinopie, presenta una serie di documenti che potrebbero incidere sulla questione riguardo agli operatori di piazza del Duomo. Garzella produce una richiesta del 10 luglio 2001 di Antonio Bizzarri, allora direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Pisana, all'amministrazione comunale per effettuare dei lavori di restauro conservativo sulla facciata nord del Museo delle Sinopie (con il decreto Ronchey già ampiamente in vigore quindi). Come si legge sulla relazione tecnica allegata alla richiesta, a firma dell'ingegner Alberto Pugi, tale intervento è giudicato urgente a causa del crollo verificatosi poco prima di una porzione delle mura e si suggerisce di adottare una soluzione che preveda dei ponteggi metallici e l'ausilio di una piattaforma aerea semovente. Nella relazione si fa riferimento anche ad un assenso in merito alla necessità e alle modalità degli interventi da parte della Sovrintendenza. Dopo un anno, nell'agosto del 2002, l'amministrazione comunale rispose autorizzando tale intervento, come riportato dal documento siglato dal dirigente Mario Pasqualetti, facendo quindi proprie implicitamente tanto le motivazioni di urgenza che le misure previste per la realizzazione. Le stesse misure che adesso sono giudicate impossibili da realizzare se non viene effettuato prima lo sgombero dell'area sottostante le mura occupata dagli operatori commerciali. «Perché se l'opera di restauro era urgente, dal 2002 ad oggi, non è stata mai effettuata? chiede Garzella e perché se prima andava bene intervenire con dei ponteggi metallici adesso non è più possibile? Cosa è cambiato? È evidente che sia solo una questione di volontà politica». A stretto giro ha risposto l'assessore Cerri il quale ha specificato che «la situazione allora non era la stessa e il tipo di lavori da effettuare adesso è più ampio di quello previsto nella richiesta autorizzata nel 2002, le situazioni non sono paragonabili». Chiude ancora Garzella: «Alla luce di questi nuovi fatti chiediamo che sia istituito il prima possibile un tavolo di concertazione che tenga conto dei posti di lavoro che sono in gioco in questa faccenda e che sono tanto più preziosi in una situazione di crisi come questa che stiamo vivendo». Luca Lunedì