Sono i due interventi di prossima inaugurazione. Nel 2014 pronti i Salesiani «All'ex Guidotti il terreno era inquinato di mercurio, ritardi per la bonifica» PISA IL TIRRENO: Uso degli spazi e patrimonio. Come si sta muovendo l'Università? AUGELLO: «La politica dei poli è sotto gli occhi di tutti, le grandi opere le facciamo solo noi. E nell'espressione dei servizi dobbiamo guardare alla razionalizzazione del progetto; per questo, su nostra iniziativa abbiamo presentato alla Cut (Conferenza università-territorio, formata da Comune, Provincia, Ardsu, ndr) un piano edilizio concordato con tutti. I progetti già realizzati sono i poli Guidotti 1 e Piagge e i palazzi Ricci e Matteucci». E guardando avanti? «Tra dieci mesi inauguriamo il nuovo polo di Chimica che si trasferisce da via Risorgimento in zona San Cataldo e nell'estate 2014 sarà pronto il complesso che noi chiamiamo "Salesiani", un campus esteso che va da Lingue a piazza Dante. Ancora, abbiamo in programma il Guidotti 2, ma non siamo in grado di stabilire i tempi poiché abbiamo scoperto che il terreno sottostante è inquinato dal mercurio». Mercurio? «Già. L'Università sta completando l'iter di documentazione e di autorizzazioni per poi procedere alla bonifica, con l'obiettivo di iniziare i lavori entro l'estate. I costi sono a carico dell'Ateneo, che potrà poi rivalersi su chi sarà ritenuto responsabile dell'inquinamento. Un problema simile l'abbiamo avuto al polo Piagge, dove c'era il ddt e abbiamo dovuto ripulire il suolo. Ancora, abbiamo completato la ristrutturazione dell'ex-clinica di Otorino al Santa Chiara, dove andranno la sede del Dipint, della direzione del Centro di ricerca per le cellule staminali e, al piano terra, della Biblioteca di Medicina e Farmacia, oltre alla sala studio da 50 posti. Nell'area degli ex Macelli pubblici, in via Nicola Pisano, sono stati da poco ultimati gli interventi di recupero e adeguamento funzionale di alcuni degli edifici storici, con il rilevante contributo da parte della Regione e in coordinamento con i lavori del Comune nell'ambito dei progetti Piuss. Negli edifici recuperati potranno essere insediate a breve attività di pre-incubazione di impresa rivolte agli spin-off della ricerca, che si affiancheranno alle funzioni museali e di divulgazione scientifica già presenti. C'è anche una sala convegni». Si parlava di una foresteria. «Infatti. Abbiamo preso una parte del complesso delle Benedettine in pieno centro. Era anche una questione di immagine internazionale: tutti i docenti stranieri ci chiedono dov'è la foresteria perché a Cambridge e Harvard sono abituati così. Deve essere quello il nostro target e non parlo solo di una residenza, ma anche di un ufficio di supporto che, per esempio, sia collegato con la questura per agevolare le operazioni di visto o sia in grado di indicare un asilo nido per gli eventuali figli del visiting professor». È cambiata la gestione del patrimonio? «La porzione di Benedettine l'abbiamo presa con delle permute. In pratica abbiamo dismesso cose che non ci servono e abbiamo quasi azzerato i fitti passivi, che erano di circa un milione all'anno quando sono arrivato. Era una promessa che avevo fatto e andava mantenuta, perché l'Università ha un patrimonio immobiliare enorme; usare edifici di altri per lezioni e laboratori era come prendere in affitto la casa per la figlia quando si hanno i propri palazzi vuoti. Bastano due dati per capire il nostro impegno: nel 2010 l'Ateneo spendeva 20 milioni in manutenzione ordinaria e straordinaria sul patrimonio immobiliare, mentre nel 2013 ne sono stati messi a bilancio 38, quasi il doppio. Possiamo dire di essere un cantiere di sviluppo per l'economia locale». (testo raccolto da Gianluca Campanella)