Una «paziente» speciale, di otto quintali di peso e seicento anni di storia. È la porta Nord del Battistero di Firenze che ieri è stata trasportata all'Opificio delle Pietre Dure per essere restaurata. Le due ante del capolavoro realizzato nella prima metà del '400 da Lorenzo Ghiberti erano state smontate nei giorni scorsi, appoggiate all'interno dell'edificio e protette da un'intelaiatura di acciaio. Sollevate con una grossa gru, nella notte sono state caricate e fissate su un camion e portate, una alla volta, nei laboratori dell'Opificio. Erano le 21 quando ieri la prima anta ha iniziato il suo viaggio verso via degli Alfani passando per via Martelli. Poi è toccato all'altra. Le operazioni sono durate in tutto alcune ore. «Il momento più difficile è stato la rimozione: era da tanto tempo che la porta non veniva tolta» spiega Paolo Bianchini, responsabile dell'ufficio tecnico dell'Opera del Duomo. Ci vorranno due anni per il restauro, poi l'opera, come già è avvenuto per la Porta del Paradiso, sarà esposta nel nuovo Museo di Santa Maria del Fiore. Al suo posto, in attesa della replica ad arte, è stata montata una porta sostitutiva in ferro e legno.