Nel momento in cui sulla Richard Ginori arriva la doccia fredda dell'asta andata deserta, al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti si inaugura una mostra celebrativa della famosa manifattura di Doccia (apertura al pubblico da oggi al 23 giugno). «Questo evento ha detto la soprintendente Cristina Acidini, nella foto è il nostro modo di scendere in piazza e lanciare un grido di dolore per il rischio che questo patrimonio vada disperso». Allestita nelle sale del Museo degli Argenti, la mostra «Lusso ed eleganza» racconta il felice incontro tra due manifatture, quella Ginori, nata a Doccia nel 1735, e quella imperiale, in particolare la Sèvres. Di questi 150 pezzi, di cui venti inediti, bisogna rendere merito ai prestiti concessi da importanti musei internazionali, ma anche ai privati. «L'influenza dello stile francese spiega la curatrice della mostra, Maria Sframeli, è visibile sia nella scelte dei colori per la prima volta adottati nella fornace di Doccia, come il verde cromo o l'oro opacizzato, carpito da Carlo Ginori nei suoi frequenti viaggi indagatori in Francia». L'uso del «caulino» tipico nell'Oltralpe, a cui il marchese Ginori si convertì, aggiunse finezza al prodotto di Doccia. Ma è chiaramente l'introduzione dei ritratti di Napoleone o della granduchessa Elisa Baciocchi nei servizi da tavola, come nelle «pance» dei grandi vasi Cordelier con le anse a testa d'animale, a segnare la differenza di gusto nei decori, a favore di una sorta di autocelebrazione dell'Impero. Pezzo clou della mostra, il servizio da tavola Sèvres in blu cobalto e oro, al centro decorato con immagini di strumenti musicali, sfoggiato nei grandi ricevimenti dalla sorella di Napoleone. Il suo fervore artistico in questa porzione di secolo (1800-1830) condizionerà in positivo la manifattura di Doccia, che edificherà una nuova fornace a quattro piani. Da lì, sfornerà la serie di piatti destinati al Kedivè d'Egitto commissionati dal Granduca Leopoldo II, come regalo di scambio di una giraffa (al Museo della Specola), la teiera e il vassoio donati dal Bonaparte all'adorata sorella e il tavolo del Museo di Etruria che torna a Palazzo Pitti dal museo Correr.