Passera mantiene la promessa del Governo su Bagnoli Area orientale, c'è l'iter del rilancio urbanistico e produttivo NAPOLI Bagnoli e Napoli Est. Le due «ali» della città. I due polmoni di uno sviluppo atteso (e annunciato) invano per troppi anni. Ieri, però, dopo un ultimo periodo che aveva lasciato presagire soprattutto sul fronte Occidentale la fine di ogni speranza, è stata una giornata che perlomento (ri)apre il cuore alla speranza. Fondi per Città della Scienza Il Governo ha mantenuto la promessa fatta dopo il terribile rogo dello scorso 4 marzo: il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, ha stanziato e reso operativi 5 milioni di euro da destinare alla ricostruzione del museo scientifico andato in fumo. A comunicarlo è stato, via Twitter, lo stesso dal titolare del dicastero, Corrado Passera. Il finanziemento è frutto della rimodulazione del programma per le «Opere piccole e medie del Mezzogiorno», sottolinea Palazzo Chigi. Attualmente fa sapere ancora Passera è in corso anche un confronto tra Regione e ministero della Coesione territoriale per la riprogrammazione di quella parte del Pac (Patto di azione e coesione) che riguarda la Campania, da destinare proprio a Città della Scienza. Si tratta di un intervento da 150 milioni, 15 dei quali dovrebbero essere incanalati sugli interventi per la struttura di via Coroglio data alle fiamme. Soddisfatto Silvestrini «Sono consapevole delle difficoltà di trovare fondi in questo momento così difficile. A maggiore ragione apprezzo la tempestività con la quale il ministro Passera ha allocato le prime concrete risorse per la ricostruzione di Città della Scienza». Così, Vittorio Silvestrini, fondatore e presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza. Grande progetto Napoli Est Sempre ieri, a Palazzo Santa Lucia, è stato firmato il protocollo d' intesa per l'attuazione del grande progetto «Riqualificazione urbana area portuale Napoli Est». L'intesa è stata sottoscritta dal governatore Stefano Caldoro, dal sindaco Luigi de Magistris, dal presidente del Comitato NaplEst Marilù Faraone Mennella, dai timonieri dell'Unione Industriali di Napoli Paolo Graziano; dell'Acen (Associazione costruttori edili) Rodolfo Girardi e di Fintecna Immobiliare Vincenzo Cappiello. Obiettivi e finanziamenti Obiettivo del grande progetto è la riqualificazione urbana e produttiva dell'area della zona industriale di Gianturco per nuove funzioni urbane. «Si procederà è scritto in una nota della Regione a realizzare un sistema di infrastrutture per il potenziamento della rete stradale ed opere di urbanizzazione di base». L'investimento complessivo «è pari a 206,9 milioni, di cui 106,9 di fondi Por Fesr 2007-2013 e 100 milioni sulla riprogrammazione del Piano azione e coesione». Gli interventi area per area Le strade interessate agli interventi di riqualificazione «sono via Ferraris, via Brecce a Sant'Erasmo, via Imparato, via De Roberto, via Miraglia, via Brin, via Aulisio, via Gianturco, via Tocco, via Nuova delle Brecce, asse costiero tratta via Vespuccivia Ponte dei Francesi, asse costiero tratta corso San Giovanni». Completano il quadro delle iniziative, «la rifunzionalizzazione del sistema fognario San GiovanniVolla, la sistemazione a verde ed arredo urbano della rete stradale, la realizzazione di sistemi di videosorveglianza e l'adeguamento della caserma dei vigili del fuoco». Così Caldoro e de Magistris «Un altro passo in avanti sottolinea il presidente dell'amministrazione campana, Caldoro per riqualificare una zona strategica della città e dell'intera regione. Dal confronto tra le Istituzioni e il mondo produttivo possiamo e dobbiamo trovare soluzioni per lo sviluppo. La direzione di marcia è quella giusta». Un progetto «importante aggiunge il sindaco di Napoli, de Magistris - nato dalla positiva integrazione fra fondi pubblici e privati, che cambierà volto ad un'area strategica attraverso una riqualificazione sociale, ambientale, infrastrutturale e produttiva. Un progetto lontano dalla logica della speculazione, che non potrà che avere un'importante ricaduta su un territorio che da cosiddetta periferia può diventare, invece, centro nevralgico del rilancio della città». Gli imprenditori «Questo Grande progetto rappresenta il primo protocollo siglato in Europa che vede la presenza in cabina di regia di imprenditori privati». Così la presidente del Comitato NapolEst, Mennella. Che prosegue: «I privati avranno un importante ruolo di stimolo, proposta e accountability nell'ambito della realizzazione del piano. Oggi, con la firma di questo protocollo, abbiamo dato un segnale forte, siamo l'esempio di un Mezzogiorno che non si piange addosso ma si rimbocca le maniche, come richiesto anche dall'Ue». Per Rudy Girardi, che guida l'Acen, «Il protocollo d'intesa siglato rappresenta un risultato importante per lo sviluppo economico e la riqualificazione urbana e sociale di un'intera area della città di Napoli». Secondo Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di commercio partenopea, ancora, «siamo di fronte a un segnale forte e un risultato che premia l'intesa interistituzionale su temi concreti dello sviluppo economico-territoriale dell'area metropolitana di Napoli». Chiosa Paolo Graziano, leader di Confindustria Napoli, uno dei frimatari dell'accordo: «La riqualificazione urbana e produttiva della zona industriale orientale compie un importante passo in avanti. Con la sigla dell'intesa per l'attuazione del Grande progetto Napoli Est, istituzioni e mondo delle imprese confermano la volontà di collaborare, ciascuno per il proprio ruolo, alla rinascita di un'area strategica per il futuro della città». La Città Metropolitana Prosegue intanto l'attività della Provincia di Napoli verso la trasformazione in Città Metropolitana. Ieri, dopo il protocollo d'intesa firmato la settimana scorsa con l'Ordine degli Ingegneri, a Palazzo Matteotti è stato siglato un altro accordo: tra il presidente dell'amministrazione, Antonio Pentangelo e il rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa, Lucio D'Alessandro, grazie al quale viene istituito un tavolo permanente di confronto.