Un polo culturale a Villa delle Ginestre Nella dimora di Torre del Greco ricostruita la stanza da letto del poeta. Martusciello: sarà inserita in un percorso turistico Tanto l'amava, tanto ne soffrì, Giacomo Leopardi. Per il poeta di Recanati il palazzetto rurale sulle pendici dello «sterminator Vesevo» - riaperto ieri al pubblico e destinato a diventare centro internazionale di studi leopardiani - fu delizia e poi croce. L'aria salubre della primavera alle falde del Vesuvio, gli regalò l'ultima stagione serena della sua vita. Il rigido inverno trascorso pochi mesi più tardi nella stessa casa di campagna che gli ispirò i versi della Ginestra, contribuì a minare la cagionevole salute, fino a condurlo alla morte. E in quelle stanze che si scoprirono nefaste perché fredde e umide d'inverno, Leopardi ha lasciato indelebile l'impronta di sé. Una testimonianza ancora viva, recuperata alla memoria grazie al restauro della dimora settecentesca curato dall'Ente Ville Vesuviane. Ma oggi, grazie all'università di Napoli che ha messo in salvo i mobili, la casa che appartenne ai Ferrigni custodisce anche l'arredo originale della camera da letto del poeta. Parla, invece, della biblioteca, il latinista Arturo de Vivo, docente della Federico II: «Avremo presto finalmente in questa sede circa 6000 fra volumi e cimeli leopardiani (più di quanti non ne restino a Recanati che ne ha 4200, ndr), ceduti dallo storico Nicola Ruggiero. Questo potrebbe aiutarci a fare di Villa delle Ginestre un punto di riferimento degli studiosi che qui potrano consultare volumi di pregio». Un patrimonio di ricordi e di cultura che ieri, finalmente, dopo oltre quindici anni di degrado e abbandono, è stato restituito al pubblico con l'apertura ufficiale della villa. Un evento straordinario, anche perché accompagnato dall'ambizioso progetto di trasformare l'antica villa vesuviana in un centro studi e in una biblioteca leopardiana. Al primo giorno di apertura ufficiale della villa è intervenuto il sottosegretario ai Beni culturali Antonio Martusciello, insieme con il sindaco Valerio Ciavolino, il rettore dell'università Federico II Guido Trombetti, il direttore dell'Ente Ville Paolo Romanello e il commissario straordinario Giuseppina maria Oliviero, il presidente del Parco Vesuvio Amilcare Troiano e lo studioso Nicola Ruggiero che ha donato alla città seimila libri e preziosi cimeli di Giacomo Leopardi. Martusciello ha, dunque, inaugurato quella che ha definito la «seconda Recanati». Un'oasi ancora verde nella campagna vesuviana contaminata dal cemento dell'edilizia abusiva: un pezzo di storia che le istituzioni, a quanto pare, intendono difendere e valorizzare senza mezze misure. «Con l'apertura di villa delle Ginestre - dice Antonio Martusciello - si realizza la vera sinergia tra le istituzioni: l'Ente Ville e quindi il Governo, l'università Federico II, il Comune di Torre del Greco e i privati, con il preside Nicola Ruggiero, hanno contribuito in maniera determinante alla rinascita di questa struttura. Un momento importante che ci consente di valorizzare e dare il giusto risalto a un patrimonio dell'umanità». E mentre il Governo sta lavorando per far nascere la «Fondazione delle Ville Vesuviane», Paolo Romanello, direttore dell'Ente Ville fa bilanci e azzarda previsioni: «Sono 122 - dice - i siti vesuviani disseminati sul territorio e valorizzati in un percorso omogeneo. Per la dimora leopardiana contiamo di registrare, nel primo anno, almeno 15mila presenze. Sarà possibile visitare le stanze del poeta tutte le domeniche mattina. I gruppi potranno venire, su prenotazione, durante la settimana».
Torre del Greco. Riapre la casa di Leopardi
La villa delle Ginestre, un palazzetto rurale sulle pendici dello sterminatore Vesuvio, è stata riaperta al pubblico dopo oltre quindici anni di degrado e abbandono. La struttura, che fu delizia e poi croce per il poeta Giacomo Leopardi, è stata restaurata e ospita ora una stanza da letto del poeta. La villa è stata inaugurata con l'apertura ufficiale e ha accolto il sottosegretario ai Beni culturali Antonio Martusciello, il sindaco di Torre del Greco e altri personaggi. La villa ospita anche una biblioteca con circa 6000 volumi e cimeli leopardiani, donati dallo storico Nicola Ruggiero.
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