Ma il progettista: «Il mio lavoro coerente e rispettoso» Gli intellettuali si mobilitano contro il project financing di via Giulia che, oltre ai parcheggi interrati, prevede la realizzazione di volumi esterni in parte destinati ad albergo. Sono diciannove, finora, le firme raccolte dal Coordinamento per la tutela di via Giulia. Il fronte del no conta, tra gli altri: l'attore Carlo Verdone, l'urbanista Paolo Berdini, il presidente del «Comitato per la bellezza» Vittorio Emiliani, il giornalista Giovanni Minoli, lo storico dell'arte Claudio Strinati. L'obiezione principale riguarda «l'inserimento di nuove edificazioni, senza aver sviluppato uno studio che giustifichi la pubblica utilità». Motivo per cui si chiede di promuovere incontri pubblici dal taglio interdisciplinare. Non solo. Gli oppositori vorrebbero che si istituisse un comitato scientifico e che si bandisse un concorso internazionale di idee. La soprintendenza per i Beni archeologici ribadisce quanto già dichiarato: il parere del Mibac dipenderà dai sondaggi ancora in corso (sono stati indagati 4.300 metri quadrati, ne mancano ancora 1.000). Solo al termine degli scavi, si potrà valutare se l'intervento è incompatibile con i ritrovamenti. Sulla questione, il Comune ieri si è limitato a un lapidario «no comment». Stefano Cordeschi suo il progetto vincitore nel consulto del 2011 al quale hanno partecipato sette architetti, italiani e stranieri ricorda: «Quando la Cam, nel 2008, ha avuto la concessione dell'area per il Piano urbano parcheggi, nessuno ha chiesto cosa si volesse fare dell'esterno». La sua proposta di riedificare il lotto («Se il vuoto non fosse colmato, si creerebbe un buco più grande di piazza Montecitorio») si baserebbe su accurati studi cartografici, dai rilievi di Leonardo Bufalini a quelli di Giovanni Battista Nolli. Non solo: «Il piano di recupero di iniziativa privata approvato dal Comune nel '97 precisa l'architetto prevedeva la parziale edificazione di una casa in largo della Moretta e dettava le linee guida anche per il resto». Il completamento della quinta di via Giulia, dal suo punto di vista, sarebbe il più coerente: «Anche secondo la direzione regionale per i Beni culturali». E però, alcuni cittadini si battono per conservare l'area verde preesistente. «Un falso storico replica Cordeschi . Roma era piena di vigne e giardini, ma non significa che debbano rimanere tali. Da ottant'anni, gli studiosi dicono che lì bisogna ricostruire». La faccenda si complica con i ritrovamenti archeologici che rischiano di far saltare il Pup. Cordeschi trova una soluzione, ritenuta idonea anche dalla soprintendenza (i 406 stalli, 350 per i residenti di via Giulia e 56 a rotazione, sono indispensabili per sostenere la musealizzazione dei reperti) una piccola parte dei parcheggi rimane interrata, senza interferire con le vestigia antiche, mentre quella più consistente è inglobata nell'edificio (il piano del parking funge da tetto per gli scavi, visibili attraverso grandi lucernari). Sulle cubature esterne, infine, il progettista chiarisce: «Come richiesto dall'assessore Gasperini, su 28 alloggi 12 saranno residenze per artisti (nelle altre sorgerà l'albergo)». E ai detrattori del progetto Cordeschi contrappone una rosa di estimatori non meno illustri: Daniel Libeskind, Massimiliano Fuksas, Giorgio Ciucci e Giorgio Muratore.
Roma. Fronte del no per via Giulia. Appello degli intellettuali
Il progettista del progetto di via Giulia, Stefano Cordeschi, ha spiegato come il piano di recupero preveda la parziale edificazione di una casa in largo della Moretta e la realizzazione di volumi esterni in parte destinati ad albergo. Il progetto è stato approvato dal Comune nel 1997 e prevede la realizzazione di 19 volumi, tra cui 19 alloggi per artisti e 19 alberghi. La soprintendenza per i Beni archeologici ha espresso preoccupazioni riguardo ai ritrovamenti archeologici e ha richiesto che si istituisca un comitato scientifico e si bandisca un concorso internazionale di idee. Il Comune ha rifiutato di commentare la questione.
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