Da Verdone a De Lucia: tutti contro il progetto del maxi hotel con appartamenti e parcheggi ARRIVANO le prime illustri firme per salvare via Giulia dal progetto della società Cam che prevede la costruzione di appartamenti, parcheggi, un urban center e un albergo. All'appello del "Coordinamento per la tutela di via Giulia" stanno iniziando ad aderire numerosi intellettuali romani e non. Si schierano in difesa della strada simbolo del Rinascimento italiano l'attore Carlo Verdone e gli urbanisti Paolo Berdini e Vezio De Lucia, lo storico Piero Bevilacqua e il fisico Antonio Bianconi, lo storico dell'arte Claudio Strinati e i giornalisti, Francesco Erbani, Giovanni Minoli e Vittorio Emiliani fino ai docenti universitari Giovanni Caudo, Enrico Fattinnanzi, Enzo Scandurra, Maria Immacolata Macioti e tra gli altri una delle fondatrici di Italia Nostra, Desideria Pasolini dall'Onda. Sono solo alcuni dei nomi che hanno detto sì alla battaglia portata avanti dal Coordinamento per la tutela di via Giulia. «La strada oggi corre il pericolo che la profonda ferita inferta nel 1939 dalla demolizione del Palazzo Ruggia e del Palazzo Lais venga irrimediabilmente aggravata con un progetto di edificazione che il Comune intende portare avanti senza alcuno studio preliminare, né concorso di idee, né processo partecipativo dei cittadini commenta il neo comitato Via Giulia è la prima strada a Roma tracciata ad andamento rettilineo aperta all'inizio del XVI secolo da Giulio II che si avvalse dell'opera del Bramante. Nell'idea del pontefice la via doveva garantire un migliore collegamento mediante Ponte Sisto fra Trastevere, dove in quello stesso periodo si andava ristrutturando via della Lungara, e la zona dei Borghi e di San Pietro mediante ponte che si stava erigendo di fronte all'ospedale di Santo Spirito. Il progetto modifica il vuoto esistente privandolo di qualsiasi contenuto storicoculturale con l'inserimento di nuove edificazioni senza avere sviluppato uno studio che giustifichi la pubblica utilità dell'operazione e svilendo le emergenze archeologiche, affiorate nel corso degli scavi archeologici preventivi, comprimendole tra pilastri di fondazioni e piani di parcheggi. Riteniamo che il progetto sia irricevibile». Così il Coordinamento vuole promuovere una serie di incontri pubblici, costituire un comitato scientifico per studiare il "caso via Giulia" e indire un concorso internazionale di idee. Così mentre la Soprintendenza Archeologica dopo un primo sì, ha deciso di prendere tempo «per ottenere ulteriori autorizzazioni che saranno valutate nelle fasi progettuali definitive ed esecutive»; il Comune ha organizzato un incontro con i cittadini per giovedì in via Giulia 122 nella sede dell'associazione "Amici di via Giulia", il comitato favorevole al project financing dove, tutti i giorni, chi vorrà potrà esaminare i disegni dell'architetto, Stefano Cordeschi. «Roma Capitale, indebitata e superficiale, dà in concessione brandelli di suoli intoccabili a nuovi mecenati arroganti commenta Rossella Meucci di SalvaRoma di via Giulia Ma il "centro urbano" di Roma è più che pronto a resistere all'"urban center"».