Erano il ritrovo dei palermitani, ora cadono a pezzi LA MATTINA gli alunni delle scuole andavano lì nel tempo della ricreazione e la sera i giovani si affollavano sulla scalinata per sorseggiare un bicchiere di vino con gli amici o per incontrarne di nuovi. Tutti i palermitani cercavano da quella terrazza uno sguardo diverso sul mare, con il sottofondo della musica del cafè concerto. Era il 1998. Oggi di tutto quello che la passeggiata delle "Cattive" ha rappresentato alla fine degli anni Novanta rimane una scalinata con l'erba incolta e un cancello che la sera invece di aprirsi si chiude. Un cancello al di là del quale ci si imbatte in panchine divelte, lampioni rotti, cumuli di rifiuti e le pareti in parte scrostate, in parte sfregiate dai graffiti. Uno spazio negato a tutti gli effetti. Regno di abbandono e incuria. «Tenevo lì ricorda Gianni Gebbia, musicista e compositore palermitano i seminari di musica organizzati con l'Arci. Un'atmosfera irripetibile. Le Mura furono la prima location delle grandi manifestazioni all'aperto». Il degrado comincia da quel cancello chiuso nelle cui inferriate da settimane sono incastrate alcune lattine rosse della Coca Cola. E di questo degrado i cittadini soffrono. Come Antonio Belvedere che ha segnalato il caso a Repubblica. Tante anche le sollecitazioni arrivate al Nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale che sta pianificando dei sopralluoghi. «Una passeggiata monumentale scrive Antonio Belvedere a Repubblica tra le più belle della città. Degrado, spazzatura non rimossa da mesi, cestini divelti, aiuole infestate da erbacce, bellissimi vasi di sterpaglie. Non c'è alcuna cura». Eppure la passeggiata delle Mura delle Cattive, con partenza da piazzetta Santo Spirito, bene vincolato dalla Soprintendenza, nella memoria di molti, rimane un luogo magico. Passerella per le sfilate di moda e tribuna d'eccezione per gli ospiti d'onore nel giorno del Festino di Santa Rosalia. «L'inaugurazione dice Mario Li Castri, architetto del Comune che nel 1997 seguì i lavori di restauro fu un segnale enorme per la città, un fatto straordinario che richiamò tutti i palermitani. Musica dal vivo, cibo, spettacoli e artisti di strada. Una rivoluzione. Un segno tangibile della volontà di risanare il centro storico». Lo splendore continuò fino al 2001, rafforzato dal lungo tappeto di luci donato in corsa dai Lions. Oggi, invece, basta attraversare la terrazza, per contare i lampioncini storici spenti o divelti. Soltanto qualcuno resiste legato con una corda al suo sostegno. E sulle panchine spezzate o ormai senza piedi, rimangono le maglie di lana che qualche clochard ha abbandonato. Nessuno oggi passa a pulire quella passeggiata amata dai palermitani. Lo dimostrano i cestini stracolmi, sullo sfondo delle scritte lasciate dai writers. Una su tutte: "I love Inter". «Nel 1989 ricorda Emilio Arcuri, assessore comunale al Centro storico al tempo dell'inaugurazione della passeggiata ho scavalcato i cancelli chiusi da tempo e siamo entrati per ripulire tutto. Era un luogo pubblico ed era chiuso. Quello fu il primo passo per arrivare al restauro del 1997. Avevamo liberato le Mura dall'abbandono e i cittadini se ne sono subito riappropriati. Ogni sera c'erano centinaia di giovani e di persone di ogni età, c'era vita, voglia di rinascita ». Adesso, gli operai della Gesip non lavorano e l'immondizia rimane lì. Il settore Ville e giardini con i suoi custodi pensa all'apertura e alla chiusura dei cancelli nel tardo pomeriggio per motivi di sicurezza, visto che sulle panchine divelte della passeggiata delle Mura delle Cattive, ormai, possono ritrovarsi soltanto clochard e spacciatori. E per la manutenzione delle mura storiche, ormai scrostate e usurate, a suo tempo, ci penserà il piano triennale delle opere pubbliche del Comune.