Stop a Tano Grasso dirigente: non ha i titoli. Scontro fra i sindacati e Crocetta UFFICI chiave sguarniti o, meglio, riempiti di personale non idoneo. Sono quelli per lo smaltimento delle pratiche che interessano imprese e Comuni. Dieci dirigenti che costano 10 mila euro lordi al mese restano da gennaio in una stanza a girarsi i pollici, in attesa che venga assegnato loro un incarico che non arriva mai. E, su tutti, il caso di un intero dipartimento, quello tecnico, completamente bloccato, con 1.200 tra funzionari e dirigenti che da due settimane attendono di entrare in attività perché manca il dirigente generale. Ecco l'altra faccia della medaglia dei grandi trasferimenti interni dal governo Crocetta per fare pulizia lì dove si annidavano il parassitismo, l'inefficienza e, a volte, anche il malaffare. Peccato però che, abbassatosi il polverone, a mesi di distanza rimangano in piedi situazioni di paralisi. E a Palazzo d'Orleans è scoppiata una nuova grana: il leader dell'antiracket Tano Grasso, che Crocetta aveva indicato proprio per la guida del dipartimento tecnico, non ha i titoli e non può essere nominato. È questo il caso più eclatante di "Regione alla paralisi", l'atto d'accusa firmato dai sindacati autonomi del Cobas-Codir e del Sadirs: «In Sicilia sono ferme tutte le procedure curate dal Genio civile per la gestione e l'avvio degli appalti. E, ancora, l'attività degli Urega, le cosiddette stazioni appaltanti, e la vigilanza sulle attività del Consorzio autostrade siciliane». Il 1 marzo è entrata in vigore la riforma dell'assessorato Infrastrutture, che prevede l'istituzione di un nuovo dipartimento, che si chiama «Tecnico». A questa struttura sono stati già assegnati 1.200 tra dirigenti e funzionari. Che però non possono entrare in servizio. Il motivo? Manca un dirigente generale che firmi i loro contratti. Per questa poltrona il governatore aveva annunciato la nomina del leader dell'antiracket Grasso. Nomina che però è stata rimessa nel cassetto: «Per lui adesso stiamo studiando la creazione di un ufficio speciale che si occuperà di monitorare gli appalti, nella prossima giunta nomineremo sia il dirigente generale del dipartimento tecnico sia quello dell'Energia», assicurano da Palazzo d'Orleans. Crocetta, dal canto suo, risponde a muso duro ai sindacati: «Questa sindrome la conosco bene, quando si fa il cambiamento la colpa è del cambiamento. Mi è successo anche quando ero sindaco a Gela». Ma questo è soltanto uno dei rami dell'amministrazione ingessati. Dal 1 gennaio sono vuoti gli uffici dell'Ambiente che si occupano di autorizzazioni Via (Valutazione integrata) e Vas (Valutazione ambientale). Si tratta di certificati necessari per i Comuni che vogliono avviare appalti o per le imprese che intendono fare nuovi investimenti. Fino al 31 dicembre questi uffici erano retti da 41 precari, che non si sono visti rinnovare il contratto perché il commissario dello Stato ha impugnato la legge sulle proroghe. E dopo la rotazione avviata dal governo, altri 90 tra dirigenti e funzionari hanno lasciato i locali di via Ugo La Malfa: «Proprio oggi (ieri, ndr) per rimettere in moto il Via e la Vas dalla Funzione pubblica mi hanno dato 21 dipendenti che arrivano dai Beni culturali dice il dirigente generale Vincenzo Sansone ma sono tutti architetti. Io avrei bisogno anche di geologi, chimici e ingegneri. Con questo personale riuscirò a smaltire qualche pratica per la Via, ma per la Vas dovremo aspettare ancora». Tra le pratiche ferme, ci sono quelle che riguardano la ristrutturazione del Club Med di Cefalù e il progetto della statale che collegherà Mistretta a Gela. In attesa ci sono poi i piani regolatori di una miriade di Comuni, da Palermo a Catania, e il piano energetico di Enna che, se non approvato, non consente l'impegno dei fondi europei. Se in vari uffici manca personale, nella Regione dei paradossi accade che ci siano dirigenti pagati per non fare nulla. Quattro dirigenti trasferiti dalla Formazione all'Ambiente da gennaio stanno tutti in una stanzetta: «Attendiamo ancora un'assegnazione d'incarico», racconta uno di loro. Stesso discorso per altri sei trasferiti alla Protezione civile. «Tutta colpa di trasferimenti fatti senza alcun piano», accusa Benedetto Mineo del Cobas-Codir.
SICILIA - Polo tecnico senza guida, appalti fermi e le rotazioni svuotano gli uffici chiave
Il governo Crocetta ha avviato una serie di trasferimenti interni per "fare pulizia" all'interno della Regione siciliana, ma i risultati sono stati contraddittori. Molti dirigenti e funzionari sono stati trasferiti senza un piano chiaro, lasciando uffici vuoti e procedimenti amministrativi in sospeso. Il caso più eclatante è quello del dipartimento tecnico, dove il leader dell'antiracket Tano Grasso non ha i titoli necessari per essere nominato dirigente generale. Altre aree interessate sono gli Uffa, le stazioni appaltanti, e la vigilanza sulle attività del Consorzio autostrade siciliane.
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