«La speculazione edilizia: un nuovo sacco per Siracusa». Ne è convinto Orazio Musumesi dell'associazione Comunità civica Cassibile-Fontane Bianche, secondo cui la città ha non solo il diritto, ma anche il dovere d'indignarsi ed agire per fermare la speculazione. «Se interveniamo è solo perché l'amministrazione di Siracusa si ostina a non voler vedere l'espansione urbanistica lungo tutta la costa, soprattutto Fontane Bianche abbandonata a se stessa con le strade ridotte a mulattiere, con una illuminazione a macchia di leopardo senza servizi e senza un serio e realistico progetto di arredo urbano. Potrebbe essere questa la Nuova Città, recuperare quello che è possibile e valorizzare di più i quartieri più a rischio. Se questa scelta non viene fatta chiediamo agli amministratori di non opporsi alla richiesta di autonomia comunale in quanto gli operatori turistici di Cassibile-Fontane Bianche non possono più tollerare né attendere che il Comune non li supporti nei loro sforzi per sviluppare le loro aziende e dare maggiore occupazione». A che serve - si domanda Musumeci - continuare a parlare di recupero del centro storico (Ortigia e Borgata) se invece si vuole lasciare costruire 500 villette nuove di zecca con il conseguente ulteriore spopolamento dei due quartieri storici? «Ma cosa deve ancora succedere a questa città per vedere indignare i suoi cittadini? Se la classe dirigente che amministra il Comune e la Provincia pensa a tutto ciò che distrugge urbanisticamente con il suo tessuto sociale, culturale e civile, si comprende benissimo - conclude Musumeci - perché Siracusa viene scippata di tutto: Banca d'Italia, ferrovie dello Stato solo per citare gli esempi più eclatanti, mentre gli investimenti pubblici e privati non partono nella zona industriale e le opere pubbliche necessarie per lo sviluppo turistico di Siracusa (teatro comunale, circuito automobilistico) continuano ad essere le eterne incompiute. Ma potremmo continuare con lo stato di abbandono di tutti i siti archeologici ed ambientali della provincia. Certamente Siracusa merita di più e di meglio». 18032013