Quadri inestimabili di Carracci, Rembrandt, Gaudenzio Ferrari Fede, povertà e provvidenza protagonisti delle rappresentazioni Un grande veicolo per la fede è l'arte e la fede è la più grande fonte d'ispirazione per l'arte. Il connubio tra arte e fede, a pochi giorni dall'elezione del Papa che ha annunciato di volere «una Chiesa povera e per i poveri», è celebrato in una mostra piccola e speciale, che raccoglie quelle perle che ci parlano dell'altruismo. Apre i battenti oggi, al Museo dei Cappuccini di Milano, «Venti capolavori per raccontare la carità»: un'esposizione singolare, che riunisce opere importanti che vengono da lontano, ma il cui vero centro non è il valore artistico (pure inestimabile) di quadri e bassorilievi, quanto più la natura profonda della loro ispirazione. «Saranno esposte - ha spiegato la curatrice della mostra e direttrice del museo Beni Culturali Cappuccini, Rosa Giorgi - fino al 16 giugno, 24 opere provenienti da prestiti eccellenti ovvero Città del Vaticano, Musei Vaticani, Madrid Hospital de la Vot, Musei di Roma Capitale e Pinacoteca Capitolina, Venezia Gallerie dell'Accademia, Milano Pinacoteca di Brera e poi ancora le Civiche raccolte d'arte del Castello Sforzesco di Milano, la Civica raccolta delle stampe A. Bertarelli di Milano, il Museo Poldi Pezzoli e patrimonio dei Beni Culturali dei Cappuccini di Lombardia. Tra le opere ci sarà anche un'interpretazione della stigmatizzazione di San Francesco d'Assisi di Carducho proveniente dalla Spagna, per la prima volta visibile in Italia». Autori d'eccezione per un complesso di opere ispirate ai vangeli (c'è più di una rappresentazione della parabola del buon Samaritano) come Gaudenzio Ferrari e Giovanni Battista della Cerva, Carlo Francesco Nuvolone, Giacomo Dolfino, Ludovico Carracci, Rembrandt. I filoni espositivi sono tre: la carità donata, le immagini di carità e l'impegno della comunità francescana verso l'amore per il prossimo. La direttrice ha poi sottolineato l'importanza della carità nei confronti dei poveri e disagiati. «Nell'intento di confermare la propria identità di museo strettamente legato alla realtà dei frati minori cappuccini e dietro lo stimolo dell'opera di San Francesco per i poveri abbiamo deciso di allestire una mostra sul tema della carità. Le opere saranno affiancate da pannelli didattici con spiegazioni. Nel piano superiore è stata anche allestita una mostra sulla carità vissuta al giorno d'oggi nell'esperienza dell'Opera San Francesco per i Poveri». Infine ha ricordato che tra le attività collaterali è previsto il progetto accoglienza che vuole portare alla mostra il pubblico disagiato. Il referente per i Beni Culturali cappuccini della Lombardia, fra Gianpaolo Beghi, ha spiegato come «la carità è fondamentale nella vita. La spiritualità francescana-cappuccina è ben espressa nel testamento di San Francesco. Il museo rappresenta la bellezza di Dio creatore. Contemplare le opere esposte significa contemplare la bellezza di Dio». Il direttore della funzione specialistica Expo Milano 2015, Pietro Petraroia, ha concluso affermando che «nella mostra sono esposti una ventina di capolavori che rappresentano la carità. Ma il vero capolavoro è la carità. Questo è il capolavoro di Dio per voi». Antonio Angeli