Opere in ogni settore, dentro e fuori il cratere sismico, dove confluiranno complessivamente 55 milioni di euro. C'è un po' di tutto nella «lista della spesa» da effettuare con i 2 miliardi e 245 milioni della delibera Cipe approvata nel dicembre scorso pubblicata in Gazzetta ufficiale e finalizzata alla copertura per le spese legate ai danni del post terremoto. Nell'elenco figurano un miliardo e mezzo per l'edilizia privata, 450 milioni per quella pubblica, 70 alla direzione regionale dei Beni culturali dell'Abruzzo per la riparazione di 26 chiese fuori e dentro il cratere sismico e 27 al Provveditorato alle opere pubbliche per interventi su importanti complessi dell'Aquila, e poi 62 milioni per l'assistenza alla popolazione, 10 per la gestione dell'ordine pubblico e 12 per la manutenzione dei puntellamenti. Tutti i fondi, destinati sia per i centri storici che per le periferie, sono spalmati nel triennio 2013-2015 e saranno destinati anche a settori strategici e per i quali si attendono interventi dall'immediato post sisma, come i cimiteri (6,63 milioni), edilizia scolastica (6,385), per le case popolari (10,285), per l'Accademia dell'immagine (6), l'ex Onpi (3), per il Palazzetto dello sport (2), recupero della palazzina ex Finmek (1,7), recupero delle sedi istituzionali del Consiglio regionale (7,8) e l'istituto Santa Maria degli Angeli (3,5). Sempre a valere sulle risorse destinate all'edilizia pubblica del capoluogo ci sono 130,4 milioni per progetti strategici: interventi di riqualificazione (10 milioni); rete dei sottoservizi (52,9 milioni più 27,1 già stanziati); smart-city (17,5 milioni); spazi pubblici e rete viaria (15 milioni); sede unica del Comune (35 milioni). Gli altri interventi previsti nella voce dell'edilizia pubblica dell' Aquila sono quelli assegnati al Provveditorato opere pubbliche Lazio Abruzzo Sardegna. Si tratta di quelli su San Domenico (2 milioni); San Bernardino (15 milioni); scuola media Mazzini (7,5 milioni) e Camera di commercio (2,8 milioni). Previsti oltre 400 interventi su monumenti e chiese, come illustrato nella recente conferenza della Direzione regionale dei Beni culturali, mentre sono 100 i milioni che vengono stanziati per il sostegno alle attività produttive e alla ricerca. Per questa voce sono stanziati 100 milioni, di cui una parte destinata ai comparti industriali già presenti nell'area. Giorgio Alessandri