L'INTERVENTO LO SCENARIO FUTURO Con questa proposta si metterrebbe fine al grande progetto del parco della piana Dire no alla nuova pista di Peretola è la più lungimirante e innovativa scelta che si possa fare per lo sviluppo della piana fiorentina e pratese. La proposta di realizzare la nuova pista "parallela convergente" non ha niente di coraggioso e non è una grande opportunità di sviluppo economico, come alcuni sostengono, portando a sostegno della tesi i grandi benefici per il tessuto produttivo dell'area fiorentina e i numerosi (presunti) posti di lavoro legati ai servizi indotti dall'ampliamento dell' aeroporto stesso. Questo progetto pensa allo sviluppo in modo vecchio e non certo innovativo. A fronte di conti e vantaggi, in gran parte incerti ed opinabili, non si ha nessuna convincente dimostrazione del perché dovremmo distruggere le ultime residue possibilità di riqualificare il nostro territorio costruendo un hub aeroportuale "dentro una città" (quale altra realtà europea lo farebbe nel 2013?) piuttosto che - secondo un ragionevole principio di economia dei trasporti - potenziare i collegamenti e le sinergie con lo scalo di Pisa, da rendere sempre più raggiungibile, questo, comodamente in treno dalla piana, con tempi di tragitto comparabili a quelli di tante altre importantissime città europee, tempi che di sicuro non recano pregiudizio alle nostre possibilità di fare impresa con successo. Meraviglia poi come nel conto si trascurino i costi ambientali che dovranno essere affrontati per adeguare un delicatissimo sistema idraulico sempre più sotto pressione per i cambiamenti climatici, quelli per il complesso adeguamento infrastrutturale dell'area o per la perdita definitiva di suolo fertile -risorsa non rinnovabile- e delle sue funzioni di controllo dei rischi ambientali. Tanto meno si hanno molte certezze su chi pagherà le varie opere di adeguamento ed i costi fissi di manutenzione, che comunque in gran parte andranno sicuramente a gravare sulle ormai esauste casse pubbliche e quindi sui contribuenti. La nuova pista, se realizzata, aprirebbe una ferita profonda e metterebbe la parola fine sul grande progetto di parco della piana, strumento - questo sì - che crea "valore aggiunto territoriale" come fattore di vantaggio competitivo, attraverso la messa a sistema di tutto un insieme di risorse uniche che solo il nostro territorio possiede ed irreperibili altrove (paesaggio, ambiente, archeologia, beni architettonici e culturali, prodotti agroalimentari ed enogastronomici). Sotto questa ottica, il parco agricolo della piana si configura come un progetto in grado di "esplodere", mettendola a sistema ed integrandola, l'offerta turistica della piana e dei suoi dintorni. Ciò in sinergia con la produzione di servizi eco-sistemici (controllo idraulico, cattura dei gas serra, qualità dell'acqua e dell'aria, microclima, etc.) e opportunità ricreative per gli abitanti generati da un presidio agricolo multifunzionale, in grado di produrre anche cibo di qualità e servizi per la città e per i visitatori del parco rigenerando al contempo il territorio ed il paesaggio. In questa prospettiva -come sostengono anche operatori del settore turistico - il parco agricolo della piana -lungi dall'assumere un banale profilo di compensazione ambientale e mitigazione rispetto ad operazioni di fatto non compensabili- può essere concepito come un vero e proprio strumento di sviluppo locale, ove il territorio gioca un ruolo attivo e non passivo. Ciò come in molte importanti realtà europee ove si persegue lo sviluppo rendendo "attrattivi" gli insediamenti, migliorando il "quadro di vita" attraverso la stretta integrazione fra ambiente urbano e caratteri culturali, ambientali e paesaggistici del territorio stesso E' ormai evidente che dalla capacità di creare insediamenti "attrattivi" e "resilienti", in grado di affrontare in modo attivo i critici scenari energetici e climatici futuri, dipenderà il benessere e lo sviluppo delle nostre comunità. In questi termini ciò che ad alcuni può apparire come una difesa del passato è in realtà la più lungimirante ed innovativa scelta che si possa fare per il nostro futuro. David Fanfani Associazione Parco Agricolo di Prato Ricercatore in Urbanistica e Pianificazione Università di Firenze
NUOVA PISTA DI PERETOLA, GIUSTO DIRE NO
L'Associazione Parco Agricolo di Prato propone di non realizzare la nuova pista di Peretola, ma di potenziare i collegamenti con lo scalo di Pisa. Questa scelta è considerata più lungimirante e innovativa rispetto alla costruzione di una nuova pista. Il progetto di parco agricolo della piana è visto come un'opportunità per lo sviluppo locale, creando insediamenti "attrattivi" e "resilienti" che possano affrontare i critici scenari energetici e climatici futuri. La nuova pista, se realizzata, avrebbe costi ambientali e infrastrutturali elevati e graverebbe sulle casse pubbliche e sui contribuenti.
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