Da una prima verifica effettuata per appurare se in seguito del crollo di parte del Rivellino Quintana è stata intaccata la staticità del ponte, sembra non sussistano pericoli ma, è ovviamente necessario realizzare un progetto di risanamento dell'intera struttura. «Ma questo progetto, come gli altri, resteranno lettera morta se i vertici della Soprintendenza, il governo regionale e l'assessore ai Beni culturali non opereranno concretamente e celermente per reperire i fondi necessari alla tutela dei beni culturali, storici e monumentali che rischiano di scomparire». E' quanto sottolinea Legambiente chiedendo con forza che, prima della loro definitiva distruzione, tutte le fortificazioni e gli altri beni siano inseriti in progetti di immediato risanamento e indica come soluzione, un'azione solerte del Governo regionale con cui si assegni priorità alle azioni di tutela, si individuino le risorse, si dettino stringenti disposizioni alla Soprintendenza e si chieda anche alle amministrazioni locali, di coadiuvare l'opera di salvataggio del passato, del presente e del futuro di questo pezzo importante della Sicilia. Intanto non manca il solito "gioco della palla" con responsabilità che rimbalzano tra gli Enti che dovrebbero essere competenti in materia. Riferendosi all'episodio verificatosi il 3 marzo scorso che ha visto crollare in mare una buona parte del Rivellino Quintana, dal lato del golfo Xifonio di Augusta, l'associazione rammenta di avere da tempo richiamato l'attenzione sullo stato di degrado delle fortificazioni spagnole, ad esse ha dedicato più di un'edizione della campagna nazionale Salvalarte, definendole "le strutture che nel tempo hanno difeso gli augustani e che oggi vanno difese e tutelate". «Questa volta - sottolineano Legambiente Augusta e Sicilia - il degrado ha colpito una delle poche parti "vive" delle fortificazioni, con ancora una sua funzione determinante: connettere i due ponti che consentono il collegamento dell'isola alla terraferma. Una porzione di terra sulla quale ogni giorno transitano migliaia di persone. L'unica passeggiata sul mare augustano dalla quale, sebbene per pochi metri, ci si può affacciare sul porto megarese nell'unico punto in cui il rapporto col mare si può vivere, in questa piccola "pausa" tra i due ponti, come lo hanno potuto vivere i suoi antichi abitanti Apprendiamo dalla stampa che i tecnici della Soprintendenza di Siracusa presenteranno un progetto di consolidamento alla Regione. Nel frattempo il Rivellino ha richiamato l'attenzione di Genio Civile, Capitaneria di Porto e Protezione civile». L'associazione sottolinea che in questi anni gli unici interventi realizzati sono stati il restauro del forte Vittoria, del castello di Brucoli, la parziale messa in sicurezza dell'Hangar per dirigibili, della porta Spagnola e alcuni interventi intorno al castello. Forte Garcia, Torre Avalos, lo stesso Castello Svevo, i bastioni, le batterie versano in totale abbandono. Così come il sito archeologico di Megara Iblea. Agnese Siliato 17032013
SICILIA - Pressing di Legambiente sul restauro del Rivellino. Chiesto inoltre agli enti di evitare il rimpallo delle responsabilità
Il Rivellino Quintana, un importante pezzo della Sicilia, è stato colpito da un crollo che ha messo in discussione la sua staticità. La Soprintendenza ha annunciato che presenterà un progetto di consolidamento, ma Legambiente sottolinea che non è sufficiente e che è necessario un intervento concreto e veloce per tutelare i beni culturali e storici. L'associazione chiede che il governo regionale assegni priorità alle azioni di tutela e individui le risorse necessarie. Il crollo del Rivellino Quintana è solo l'ultimo episodio di degrado delle fortificazioni spagnole, che richiedono un intervento urgente. Le strutture sono state danneggiate in passato, ma non sono state tutelate.
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