Ieri pomeriggio il Kiwanis club Catania Est e il Forum catanese della Cultura e dell'Ambiente hanno promosso un incontro aperto al pubblico per ribadire ancora una volta il proprio «no» al progetto di raddoppio ferroviario previsto da Rete ferrovie italiane sul territorio di Catania nell'ambito della realizzazione del corridoio «Messina-Palermo. Ora, poiché realizzare la tratta diretta Messina-Palermo sarebbe stato troppo costoso, Rfi ha deciso una variante passando per Catania. E la città è ben lieta di usufruire dell'alta velocità, ma non al prezzo di scempiare il proprio territorio, di devastare le architetture barocche per cui il suo centro storico è stato inserito dall'Unesco tra i patrimoni dell'Umanità, di separarsi per sempre dal mare. I catanesi, per una volta uniti, l'hanno detto in tutte le salse trovando concordi e in prima linea il sindaco e l'amministrazione comunale, la sovrintendenza, le associazioni, i cittadini. Ma Rfi sembra sorda e, con la firma dell'accordo a Roma con il presidente della Regione, la preoccupazione cresce. Ieri, a ribadire il «no» al raddoppio ferroviario Zurria-Acquicella, è stato il sindaco Stancanelli, l'assessore alla Mobilità Santi Cascone, il direttore del Darc dell'Università di Catania Paolo La Greca, la sovrintendente Vera Greco, il dottor Filippo Cosentino del Forum e il dottor Elio Garozzo del Kiwanis, i presidenti degli Ordini di Architetti e Ingegneri Luigi Longhitano e Carmelo Maria Grasso, e il presidente di Ance Catania Nicola Colombrita. Come si ricorderà il progetto prevede il raddoppio della ferrovia dalla stazione centrale, che sarà interrata di 9 metri, fino ad Acquicella passando su un'enorme rampa al «passiatore» per salire sugli Archi alla Marina che saranno ricoperti da una calotta di plexiglas alta 7 metri nel tentativo di garantire l'isolamento acustico, scelta che cancellerà il prospetto barocco sul porto. Poi il doppio binario comincerà ad interrarsi all'altezza dell'Ostello della Gioventù, arriverà in trincea in piazza Federico di Svevia intercettando, e sventrando, resti archeologici, le mura di Carlo V e palazzi del Settecento e dell'Ottocento. Inaccettabile, tanto più che è già stato elaborato un percorso alternativo per cui il doppio binario correrebbe sott'acqua, davanti alla capitaneria di Porto e poi dentro le lave per sbucare ad Acquicella risparmiando il centro storico. 17032013