UNO SCENARIO ARCHITETTONICO E PAESAGGISTICO UNICO AL MONDO Con le sue pendici verdeggianti, il cono del Vesuvio è il protagonista di uno dei più celebri paesaggi italiani. Chi dice Vesuvio dice Campania. 'A Muntagna è il nome con cui i napoletani chiamano il vulcano più famoso del mondo, il simbolo della città, che chiude con la sua forma il golfo di Napoli. Dichiarato nel 1991 dall'Unesco "riserva Mondiale della Biosfera", il Parco Nazionale del Vesuvio è di forte interesse ambientale, paesaggistico ed archeologico. Stretto è il legame tra natura e storia, come testimoniano gli straordinari siti di Pompei, Ercolano, Portici e Torre Annunziata. Alle falde del vulcano, lungo la fascia costiera compresa tra San Giorgio a Cremano e Torre del Greco, si snoda il "Miglio d'Oro", ovvero l'Antica via Regia di Portici. Si parte da San Giorgio a Cremano con Villa Vannucchi e Villa Bruno, con romantici giardini all'inglese progettati secondo la moda dell'epoca. Metro dopo metro si percorre il miglio fino a Portici, dove si può visitare: Villa d'Elboeuf, rivolta verso il mare, la prima, in ordine cronologico, delle ville vesuviane; il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, che trae il nome dalla prima locomotiva a vapore realizzata in Italia e messa in funzione nel 1839 (il museo è situato all'interno dell'ex reale opificio meccanico, fatto realizzare da Ferdinando II di Borbone nell'anno successivo all'inaugurazione della strada ferrata); e la Reggia di Portici, capolavoro barocco voluto nel 1738 da Carlo III di Borbone, arredata con mobilio francese e con gusto improntato ad un notevole lusso. Progettato come dimora estiva, il Palazzo Reale di Portici assunse in breve una duplice destinazione: residenza reale e sede del Museo Ercolanese, dove erano conservati gli oggetti portati alla luce dagli scavi di Ercolano. Oggi la reggia è sede della Facoltà di Agraria. Nel corpo principale della reggia, interessanti alcuni ambienti affrescati del piano nobile. Molto suggestivo il parco, meta prediletta degli abitanti di Portici. Il tracciato del miglio d'oro che continua fino a Torre del Greco - il paese del corallo, sede di Villa delle Ginestre che ospitò Giacomo Leopardi negli ultimi anni della sua vita ispirando una delle sue opere maggiori, la Ginestra - è fiancheggiato da elganti dimore dell'aristocrazia settecentesca che, sull'esempio del sovrano, seppe apprezzare questi luoghi. A chi faceva osservare la pericolosa vicinanza del Vesuvio, la regina Maria Amalia rispondeva: "Ci penseranno Iddio, Maria Immacolata e San Gennaro". Nacque così uno dei patrimoni architettonici e storici più importanti dell'area, il Miglio d'Oro delle Ville Vesuviane. Ben 122 le ville censite e tutelate dall'Ente per le Ville Vesuviane, che furono costruite nel '700 con gusto scenografico, rivolte verso i bei panorami del golfo. Qui l'aristocrazia borbonica trascorreva la villeggiatura; ma dopo l'Unità d'Italia le ville si avviarono ad una progressiva decadenza. Molte di esse sono state restaurate di recente. Il Miglio d'Oro era definito così grazie all'attivismo del principe illuminato Carlo III di Borbone che rese questa zona un felice punto di incontro tra scoperte archeologiche e vivacità culturali ed artistiche. Il clima salubre ed il paesaggio incantevole attirarono l'aristocrazia settecentesca che poteva qui dedicarsi a battute di caccia, alla pesca o a qualsivoglia attività di svago. Era questo il luogo ideale dove poter costruire ville sontuose e dove il gusto del bello venisse messo in risalto dai più affermati architetti, scultori e pittori dell'epoca, quali il Vanvitelli, il Vaccaro, il Gioffredo e il Fuga.
CAMPANIA - La reggia di Portici e le stupende ville lungo la strada del Miglio d'Oro
Il Parco Nazionale del Vesuvio è una riserva mondiale della biosfera dichiarata dall'Unesco nel 1991. Il cono del Vesuvio è il protagonista di uno dei più celebri paesaggi italiani. Il "Miglio d'Oro" è un tracciato di 122 ville vesuviane costruite nel '700 con gusto scenografico, rivolte verso i bei panorami del golfo. Le ville furono costruite dall'aristocrazia borbonica per la villeggiatura e furono restaurate di recente. Il Miglio d'Oro è un punto di incontro tra scoperte archeologiche e vivacità culturali ed artistiche.
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