Polo agroalimentare: la nuova destinazione proposta dal Comune in un dossier per Regione e Soprintendenza PRATO Un campus universitario di alta specializzazione sulle materia agrarie e non solo. E' l'idea che piace al Comune, in particolare al sindaco Roberto Cenni, che in questi giorni assieme al vicesindaco con delega all'Ambiente Goffredo Borchi e all'assessore al Patrimonio Roberto Caverni, con l'ausilio dell'architetto Giuseppe Centauro, sta realizzando un dossier con le nuove funzioni e destinazioni delle Cascine di Tavola. Un progetto ambizioso e pieno di incognite, quello del Comune che qualche mese fa ha lanciato l'appello affinchè che le Cascine Medicee tornino in mano pubblica e passo dopo passo si sta muovendo per realizzare il progetto. Con la partecipazione indispensabile della Regione. Un passaggio stretto, perché toccherà proprio all'ente dare la disponibilità all'investimento, che altrimenti per le casse del solo Comune sarebbe impossibile. «Per il momento - spiega Borchi - l'unica certezza è la volontà della Regione a discuterne». Poco ma è un inizio. Altro fronte "caldo"quello è quello Soprintendenza: prima di muoversi il Comune vuole ottenere un ok. Il futuro delle Cascine, dopo il fallimento della società Fattoria Medicea avvenuto nell'ottobre scorso, è ora in mano al curatore, il commercialista Fabio Tempestini. Il complesso andrà all'asta? Non è escluso, per il Comune sarebbe l'occasione giusta, ma è ancora presto per saperlo. Si tratterebbe dell'ultima tappa di un percorso accidentato: le Cascine acquistate nel 2006 dalla società Fattoria Medicea "chiavi in mano" con il progetto e il permesso do costruire già approvati, sono state poste sotto sequestro dalla magistratura nel 2008 a lavori già iniziati: con gli edifici scoperchiati. Per i magistrati - l'inchiesta è partita da un esposto di Italia Nostra e di Legambiente - il frazionamento della fattoria per realizzare mini appartamenti di lusso, sarebbe stato illegittimo. Blocco totale fino al dicembre dell'anno scorso, quando la Fattoria è stata dissequestrata perchè il permesso è scaduto e contestualmente sono state avviate le procedure fallimentari. Peccato che la Fattoria sia rimasta per quattro anni in balia delle devastazioni del tempo e del clima. E gli effetti si sono visti: muri interni ed esterni crollati, cedimenti, profonde crepe. «Per questo - è il giudizio del sindaco - il curatore deve avere particolarmente a cuore questa situazione e cercare di fare il più in fretta possibile». Si vedrà. Intanto si lavora sulle destinazioni: «A questo punto - ragiona Cenni - la Fattoria è unicamente un complesso monumentale: il permesso di costruire è scaduto e di sicuro nessuno si metterà a riprogettare case o residence. L'unico utilizzo possibile - continua - resta quello indicato dal Comune: restituire l'uso della Fattoria ai cittadini facendone il centro delle eccellenze agroalimentari di tutta la Toscana». Una vecchia idea del Comune ulteriormente sviluppata negli ultimi giorni: la parte centrale del complesso - secondo il progetto - dovrebbe ospitare tutto ciò che è relativo ad polo agroalimentare, dagli spazi per le esposizioni e le fiere a quelli per scuole e corsi di cucina. Ma con qualcosa in più: il coinvolgimento dell'università di Agraria di Firenze con la quale la collaborazione è già stata avviata sul fronte della sperimentazione dei semi antichi delle piante da frutto. Completerebbe il progetto un campus con dormitori destinati agli studenti