Il compito. «Le mie iniziative servono a rilanciare l'immagine della Sicilia nel mondo. Questo mi è stato chiesto e questo faccio. Non sono un politico che fa politica» Prof. Zichichi, ha letto quel che ha detto Crocetta? «No, sono qui a Ginevra, al Cern, a casa mia. Me lo dica lei». Ha detto esattamente che lei "è uno scienziato e probabilmente il trasferimento di queste sue competenze non ha funzionato. Mancano gli elementi di connessione: credo sia più adatto a un incarico tecnico più che politico". E poi ha aggiunto: "Zichichi ha trasmesso delle belle idee e potrebbe dare un grande supporto, ma serve una figura tecnica e pragmatica per governare un assessorato che rilascia concessioni o le blocca. Una riflessione la faremo con estrema onestà". Questo ha detto Crocetta, anche se poi ha corretto il tiro. «Cioè cosa ha detto il presidente? ». Ha fatto questa precisazione ufficiale: "In relazione alle notizie di stampa relative all'assessore Zichichi non ho sostenuto, per essere chiari, che lo stesso debba abbandonare immediatamente l'incarico assessoriale, ma semplicemente che lo ritengo più adatto a un incarico tecnico di alta levatura scientifica. Confermo la stima e l'ammirazione personale per il professor Zichichi". Questo ha dichiarato il presidente della Regione e ci pare che quella precisazione secondo la quale lei "non deve abbandonare immediatamente l'incarico" ha il sapore di una richiesta di passo indietro nei modi opportuni, o no? «Certamente ne parlerò con lui, ho gradito il fatto che mi abbia riconfermato la stima, ma adesso il chiarimento lo voglio io. Faccio progetti, non faccio politica. Lui mi ha chiesto di voltare pagina e voltare pagina significa fare progetti originali. E io di questo mi sono occupato come scienziato, dal laboratorio sotterraneo del Gran Sasso al Centro di cultura scientifica Ettore Majorana di Erice, e come assessore ho presentato 12 progetti per rilanciare l'immagine della Sicilia nel mondo, progetti di grande valore con Crocetta che è sempre stato un forte sostenitore di queste iniziative che non sono chiacchiere. Il progetto Archimede, gli itinerari di alta cultura perché la Sicilia è un concentrato di dodici culture, e soprattutto sto spingendo per realizzare il centro di eccellenza di protonterapia a Catania. I fasci di protoni hanno il vantaggio di poter focalizzare con estrema precisione tumori anche piccolissimi senza distruggere l'area circostante. Ad esempio i tumori agli occhi sono piccolissimi, e il solo modo per colpirli è usare i fasci di protoni. Anche gli altri tumori quando partono sono piccolissimi e li si può colpire con i protoni prima che ingrandiscano e si diffondano nel corpo». Scusi, ma già mi è capitato di scrivere dell'esistenza del ciclotrone presso il Laboratorio fisico del Sud al Policlinico dove si usano i protoni per i tumori agli occhi. Dov'è la novità? «La novità è eccezionale perché al Laboratorio del Sud curano con i protoni solo i tumori agli occhi, mentre io sto parlando di un grande centro per la cura dei tumori in generale con l'uso dei protoni. Oggi si muore più per i tumori che per gli infarti, è una piaga dell'umanità che dobbiamo cercare di combattere con tutti i mezzi. Io sto puntando su Catania perché a Catania questo sistema dei protoni è stato fatto per la prima volta in Italia, prima ancora di Pavia e di Trento». So che all'ospedale Cannizzaro si stanno attrezzando per ospitare il sistema di cui lei sta parlando e che c'è uno stanziamento misto Regione-Ue di 125 milioni. «E io esattamente di questo sto parlando. Ci sono tante forme di cancro. E come le dicevo, all'inizio sono in zone piccolissime che di solito vengono trascurate, ad esempio il tumore alla prostata: uno se ne accorge solo quando è sviluppato. Se si vuole risolvere questo problema bisogna fare ricerche mediche da un lato e ricerche di fisica nucleare dall'altro. In sostanza dobbiamo riuscire ad attaccare il cancro all'origine. A Catania dobbiamo potenziare quello che è in programma realizzando il centro di eccellenza scientifico- tecnologico-fisico per affrontare questo insidioso nemico dell'umanità che è il cancro. Tutti dicono: però questo sistema cura gli occhi. A parte il fatto che è già importante risolvere i tumori agli occhi, la cosa nuova è che con questa tecnologia facciamo un passo avanti per attaccare tutte forme tumorali perché tutte nascono in zone piccolissime: tanto più piccole sono, tanto è più importante la terapia protonica». Però qualcuno dice che al massimo con i protoni si possono curare, oltre che i tumori agli occhi, forse anche quelli della prostata, ma che ci sono alternative meno costose e che il sistema ai tempi di Scapagnini costava 60 milioni e ora si tratta di 125 milioni. «Ci sono delle resistenze, molti non capiscono, e non capiscono perché io faccio sempre progetti di frontiera». Andiamo alla questione iniziale che riguarda il feeling tra lei e Crocetta. «Il mio contributo al governo Crocetta è quello di portare avanti progetti. Il mio non è un ruolo politico. Io ho contribuito con i progetti a voltare pagina come voleva Crocetta. Non sono un politico e non faccio politica». Il problema sta forse nel fatto che lei sta a Ginevra, per cui Crocetta non lo vede a Palermo e si chiede cosa lei stia facendo. «Attenzione, lui è un grande sostenitore dei miei progetti, non ha mai detto nulla contro. Se qualcosa è cambiato me lo dica e me lo spieghi». 15032013