Le decisioni definitive rimandate a un nuovo vertice dopo Pasqua VINCI Fumata grigia dal sopralluogo effettuato venerdì nella pieve di San Giovanni Battista a Sant'Ansano in Greti, incontro essenziale per definire le sorti dell'antica chiesa, chiusa al pubblico dal 3 marzo. Le decisioni definitive sono state rimandate al prossimo vertice, cruciale per la firma dell'accordo propedeutico alla realizzazione di ogni intervento, fissato per i primi giorni utili dopo le celebrazioni pasquali. «L'intento manifestato da tutti i presenti in rappresentanza dei rispettivi enti ha affermato l'architetto Luciano Scali, incaricato dalla parrocchia di Sant'Ansano di seguire la complicata vicenda è quello di arrivare in tempi rapidi alla firma del protocollo d'intesa che giace in un cassetto dal 2010. Ciascun ente, il Comune e la Soprintendenza in particolare, visto che la Curia proprietaria del bene ha già messo a disposizione oltre la metà della somma necessaria per l'intervento, dovrà indicare la somma precisa che potrà stanziare, e soprattutto dovrà indicare con certezza i tempi di messa a disposizione degli eventuali finanziamenti». Il sopralluogo è stato effettuato dagli organi tecnici della Soprintendenza per le province di Firenze, Pistoia e Prato, guidati dal funzionario di zona architetto Gabriele Nannetti, alla presenza della responsabile della Curia, la dottoressa Lucia Cecchi, e dei tecnici del Comune di Vinci e della Parrocchia di Sant'Ansano. Dunque ognuno dovrà fare la sua parte, uscendo finalmente allo scoperto dopo una lunga attesa. In pratica, l'intero versante collinare sul quale è adagiata la pieve, in particolare la zona absidale, sta inesorabilmente scivolando verso valle, e se non fosse stato effettuato l'intervento di consolidamento nel 2006, interamente finanziato dalla Soprintendenza con 150mila euro di fondi propri, probabilmente la pieve sarebbe già perduta. La chiesa naturalmente rimane chiusa a causa del rischio di crollo sempre più imminente, e il parroco continuerà a celebrare la messa in canonica. Paolo Santini