VERONA - Sette anni di reclusione all'ex direttore, Massimo Marino De Caro; cinque anni per la sua factotum, Viktoriya Pavlovskiy; quattro anni e otto mesi per Alejandro Cabello; due anni e otto mesi per Paola Lorena Weigandt; quanto ai veronesi, quattro anni e otto mesi a Mirko Camuri e due anni e otto mesi a Federico Roncoletta (rappresentato dagli avvocati di fiducia Davide Adami e Marco Libardi), tutti ritenuti complici di De Caro nel depredare la biblioteca capitolare dei Girolamini, nascondendone e rivendendone i volumi trafugati. A conti fatti, dunque, con la sentenza pronunciata ieri pomeriggio dal gup partenopeo la clamorosa spoliazione di volumi antichi è costata un totale di 26 anni e dieci mesi di carcere a fronte dei 40 anni sollecitati dal pm Antonella Serio. VERONA - Sette anni di reclusione all'ex direttore, Massimo Marino De Caro; cinque anni per la sua factotum, Viktoriya Pavlovskiy; quattro anni e otto mesi per Alejandro Cabello; due anni e otto mesi per Paola Lorena Weigandt; quanto ai veronesi, quattro anni e otto mesi a Mirko Camuri e due anni e otto mesi a Federico Roncoletta (rappresentato dagli avvocati di fiducia Davide Adami e Marco Libardi), tutti ritenuti complici di De Caro nel depredare la biblioteca capitolare dei Girolamini, nascondendone e rivendendone i volumi trafugati. A conti fatti, dunque, con la sentenza pronunciata ieri pomeriggio dal gup partenopeo la clamorosa spoliazione di volumi antichi è costata ai sei imputati un totale di 26 anni e dieci mesi di carcere a fronte dei 40 anni sollecitati dal pubblico ministero Antonella Serio a coronamento della propria requisitoria. Novanta i giorni a disposizione del giudice per depositare le motivazioni del verdetto, il cui dispositivo scandito ieri in aula ha anche destinato diecimila euro di risarcimento danni all'unica parte civile, il Comune di Napoli. In attesa di analizzare dettagliatamente le motivazioni a supporto della sentenza, comunque, si può già adesso desumere dalle sei condanne che, così come delineato dal pm nel corso del proprio atto d'accusa, anche a parere del gup gli imputati, seppure con ruoli diversi, avrebbero portato via nottetempo i libri dalla biblioteca, inserendoli in innumerevoli scatoloni dopo avere neutralizzato i sistemi di allarme. Quei volumi dall'inestimabile valore, una volta ripuliti dei contrassegni che li avrebbero resi identificabili, sarebbero poi finiti sul mercato internazionale; molti sono stati ritrovati e recuperati, altri (non si sa ancora bene quanti e quali) risultano al momento perduti. Secondo gli inquirenti, il saccheggio della biblioteca dei Girolamini sarebbe stato accuratamente pianificato fin dalla nomina di De Caro a direttore. E la sparizione dei libri sarebbe continuata chissà per quanto tempo ancora, se il professor Tomaso Montanari non avesse reso pubblici i suoi sospetti dando vita all'appello degli intellettuali per allontanare dalla struttura De Caro. Quest'ultimo, alla lettura del verdetto di ieri, ha reagito con apparente indifferenza, non rilasciando alcun commento e non esternando alcuna reazione prima di farsi riaccompagnare in cella dagli agenti della penitenziaria. Sia lui che i suoi fedelissimi, in ogni caso, hanno tutt'altro che chiuso il conto con la giustizia: a breve, infatti, dovranno difendersi dall'ulteriore accusa che la procura muove loro, quella di associazione per delinquere (caduta in un primo momento davanti al Riesame): a riguardo, infatti, la nuova misura è stata notificata nelle scorse settimane dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. In ogni caso, i pm (oltre ad Antonella Serio titolari del fascicolo sono Michele Fini e Ilaria Sasso del Verme), con il coordinamento del procuratore aggiunto Giovanni Melillo, hanno accumulato una cospicua serie di elementi a carico degli indagati. Nell'inchiesta è coinvolto anche l'ex senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, accusato di peculato: noto bibliofilo, ebbe in regalo da De Caro alcuni volumi, tutti restituiti ad eccezione di una copia dell'Utopia di Tommaso Moro. La sua posizione è stata stralciata; ben presto, però, scoccherà anche per lui l'ora di risponderne in tribunale.
Il saccheggio della Girolamini punito con 26 anni di carcere
I sei imputati, tra cui l'ex direttore della biblioteca capitolare dei Girolamini Massimo Marino De Caro, sono stati condannati a 26 anni e 10 mesi di carcere per aver trafugato e rivenduto volumi antichi dalla biblioteca. La sentenza è stata pronunciata dal gup partenopeo e prevede un risarcimento danni di 10.000 euro al Comune di Napoli. I sei imputati, tra cui la factotum di De Caro Viktoriya Pavlovskiy, sono stati accusati di aver pianificato e eseguito il saccheggio della biblioteca, che sarebbe stato accuratamente pianificato fin dalla nomina di De Caro a direttore. I libri trafugati sono stati ritrovati e recuperati, ma alcuni risultano ancora perduti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo