Il Dipartimento della protezione civile ha fissato i criteri per la ripartizione delle risorse. Stanziamento di 195 mln per la messa in sicurezza. Dall'Europa arrivano 4,2 milioni. Vanno inoltrate entro il 12 aprile 2013 le richieste di contributo a valere sul bando comunitario rivolto a progetti di preparazione e di prevenzione in tema di protezione civile e inquinamento ma rino. Gli enti locali possono richiedere un contributo fino al 75 della spesa prevista con un massimo di 500 mila euro per progetto a carattere trasna zionale. Sono finanziabili progetti di prevenzione e preparazione ad eventi catastrofici di origine naturale eo umana che abbiano l'obiettivo di valutare le misure per la protezione dell'ambiente e del patrimonio culturale. Il bando è disponibile sul sito internet http: ec.europa.euechofundingopportunitiescalls2013callp revprepcpmari nepoleu.htm Ammonta a 195,6 milioni di euro lo stanziamento che il Dipartimento della protezione civile mette in campo, per finanziare gli interventi di prevenzione del rischio sismico. Si tratta dei fondi 2012 previsti dall'arti colo 11 del decreto-legge 28 aprile 2009 n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77. Attraverso l'ordinanza n. 522013 il dipartimento ha fissato le modalità e i criteri per la ripartizione delle risorse e per procedere alla richiesta dei contributi. L'attuazione dell'ordinanza avverrà attra verso appositi programmi di attuazione predisposti dalle regioni e dalle province autonome. Finanziabili indagini e interventi infrastrutturali. I contributi possono essere destinati a indagini di microzonazione sismica. Sono ammissibili anche interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico. Lo sono, anche, interventi di demolizione e ricostruzione, degli edifici di interesse strategico, la sal vaguardia delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, protezione degli edifici e delle opere che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un collasso, di proprietà pubblica. Sono esclusi gli edifici scolastici, poiché per essi sono disponibili altri contributi pubblici, fanno eccezione quegli edifici che nei piani di emergenza di protezione civile ospitano funzioni strategiche. È, altresì, consentita la delocalizzazione degli edifici oggetto di demolizione e ricostruzione, nei casi in cui sia garantito, ad invarianza di spesa, un maggiore livello di sicurezza sismica, con contestuale divieto di ricostruzione nel sito originario e un miglioramento di efficienza del sistema di gestione dell'emergenza. La ricostruzione può essere attuata attraverso appalto pubblico ovvero me diante contratto di acquisto di cosa futura o il contratto di disponibilità. Sono anche finanziabili interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione di edifici privati. Infine, i contributi sostengono altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio sismico, con particolare riferimento a situazioni di elevata vulnerabilità ed esposizione, anchedella protezione civile della presidenza del consiglio dei ministri, sentito il presidente della regione interessata. Contributi a fondo perduto con massimali prefissati. L'entità dei contribu ti massimi per lo svolgimento degli studi di microzonazione sismica va dagli 11.250 euro richiedibili in comuni fino a 2.500 abitanti ai 32.250 euro in comuni con oltre 100 mila abitanti. Per gli interventi di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, il costo standard massimo riconosciuto varia in base alla tipologia di intervento e va da 100 a 200 euro, per ogni metro cubo di volume lordo di edificio soggetto ad interventi e da 300 a 600 euro, per ogni metro qua drato di impalcato di ponte soggetto ad interventi.