Favoriti per la successione Cimino, Presti e la Mormino «A me non risulta che Crocetta non mi voglia più in giunta. Ci siamo parlati due giorni fa e non me l'ha detto. Ma ci siamo divisi i compiti: la parte politica la segue lui; a me ha affidato la parte scientifica. Io posso fare solo progetti. E non voglio occuparmi d'altro. L'ho detto a Crocetta sin dall'inizio. Non c'è alcuna contrapposizione. Sono qui per aiutarlo a voltare pagina in Sicilia», dice l'assessore- scienziato. Il saluto, tra Zichichi e Crocetta, ci sarà ma è stato rimandato a dopo le amministrative. «Non ho fretta di fare il ricambio», ha detto ieri il governatore, in un parziale dietrofront. Il compromesso è che in questi due mesi di tempo l'assessore ai Beni culturali porterà avanti i primi dei suoi dodici progetti, a partire da quello su Archimede. Progetti per i quali ha già coinvolto «a costo zero» esperti di fama, da Giuseppe Tornatore per il cinema a Michele Guardì per la tv; dal professore Adelfio Elio Cardinale per portare a Palermo la risonanza magnetica nucleare, al cardiologo Francesco Fedele, della Sapienza, per un progetto legato agli organi artificiali. Programmi più sanitari che culturali, programmi che hanno irritato quanti in assessorato considerano Zichichi «un corpo estraneo» alla macchina. Si profila a questo punto un lento divorzio tra il governatore e Zichichi, una separazione consensuale da rimandare a dopo le amministrative, quando il presidente potrebbe avviare un rimpasto in giunta per premiare chi avrà dato più sostegno al suo Megafono. Se tra i papabili è sempre in campo il nome dell'amico mecenate Antonio Presti, che prima però tenterà la corsa a sindaco di Messina, tra i politici ai Beni culturali potrebbe arrivare il deputato Michele Cimino, ex Grande Sud, che con la sua "Voce siciliana" è passato fra le truppe di Crocetta. Ma la poltrona di assessore sarebbe gradita anche all'ex soprintendente di Palermo Adele Mormino, ora al Centro regionale per il restauro (a giugno andrà in pensione). «Non ho sostenuto, per essere chiari, che Zichichi debba abbandonare immediatamente l'incarico assessoriale, ma semplicemente che lo ritengo più adatto ad un incarico tecnico di alta levatura scientifica», ha chiarito ieri Crocetta, che potrebbe, in alternativa, lasciare a Zichichi un ruolo di superconsulente. Del caso Zichichi ieri non si è parlato durante una seduta-lampo della giunta. Anche all'assessorato la vita è continuata normalmente. Ma il peso delle incomprensioni tra il presidente e l'assessore- scienziato è già corposo: dalle affermazioni sull'energia atomica («Sarei felice se la Sicilia fosse piena di centrali nucleari») a quelle sulla non pericolosità del Muos, che hanno fatto storcere il naso ai grillini, oggi quasi alleati di Crocetta. Per non parlare del rapporto col figlio di Zichichi, la prima vera grana esplosa: Lorenzo Zichichi, che opera nel campo delle arti, era in corsa per una gara della soprintendenza di Messina. Crocetta ora si è messo a contestare le incompatibilità dei suoi assessori: prima quella di Zichichi, direttore del centro Majorana (che riceve un contributo del 10 per cento dalla Regione); poi quella di Ester Bonafede, assessore al Lavoro e sovrintendente dell'Orchestra sinfonica siciliana, che ha da poco stabilizzato trenta professori d'orchestra. Molti, inoltre, i malumori che covano in assessorato per le continue assenze da Palermo di Zichichi, impegnato prevalentemente al Cern di Ginevra per la sua attività scientifica. Ma non solo. Ha fatto scalpore la circolare con l'invito a non esportare più opere d'arte all'estero se non in casi eccezionali e con un ritorno legato al campo dell'arte contemporanea. L'assessore ha annullato esposizioni programmate dai suoi predecessori al Getty Museum per organizzarne altre a Cleveland con artisti siciliani. Due giorni fa l'intera commissione Cultura, grillini compresi, hanno difeso i parchi archeologici dal piano di riassetto dei Beni culturali appena elaborato. E il piano, che ridà potere alle soprintendenze e taglia 90 dirigenti, è finito subito nel mirino. Ora ci sono i dirigenti in scadenza e la poltrona della Soprintendenza di Palermo, vuota, che accende tanti appetiti. Tra i nomi in corsa anche quello di Enza Cilia Platamone, ex capo di gabinetto di Crocetta, passata ai Beni culturali. E quelli di Francesca Spatafora, Caterina Greco, Lina Bellanca.
SICILIA -Crocetta-Zichichi, divorzio ma non ora e ai Beni culturali è già toto-assessore
L'assessore ai Beni culturali, Zichichi, ha espresso la sua volontà di non occuparsi di politica e di concentrarsi solo sui progetti scientifici. Il governatore, Crocetta, ha deciso di separare i compiti tra i due, con Zichichi che si occuperà della parte scientifica e Crocetta della parte politica. Zichichi ha già coinvolto esperti di fama per i suoi progetti, come Giuseppe Tornatore e Michele Guardì. Il governatore ha anche espresso la sua intenzione di avviare un rimpasto in giunta per premiare chi avrà dato più sostegno al suo Megafono.
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