Dopodomani lo sciopero nazionale, da mercoledì "Andrea Chénier" con gli orchestrali in borghese CONTRO i tagli alla cultura anche il Teatro Massimo vuol far sentire la sua voce. E dopodomani aderirà alla protesta nazionale che coinvolgerà enti lirici, sinfonici e fondazioni in tutta Italia. Salterà così la prova generale dell'Andrea Chénier ài Umberto Giordano, la nuova opera in cartellone che debutterà comunque regolarmente mercoledì. Per la prima e le repliche, però, gli orchestrali per sottolineare lo stato d'agitazione suoneranno "in borghese" e i cambi delle scene avverranno a vista, senza chiudere il sipario. Sarà inoltre letto, prima di ogni esibizione, un comunicato che spiegherà al pubblico i motivi principali della protesta. «Stiamo organizzando un corteo per martedì dice Franco Salvaggio, della Cgil che partirà dal Politeama e arriverà al Massimo. Stiamo definendo le modalità. E faremo un concerto all'esterno del teatro per sensibilizzare il pubblico sulla difficile situazione nazionale in cui versala cultura. Questi continui tagli rendono sempre più difficile la gestione della musica e, più in generale, dell'arte». Tra i punti che verranno sottolineati nel documento, oltre alle motivazioni più generali, ci sono aspetti relativi al blocco delle assunzioni, ai consulenti e al contenuto contrattuale. «La nostra protestaprosegue Salvaggio è contro l'emendamento Asciutti, apportato al testo di legge. Che sta incidendo profondamente su una situazione già difficile». Lo sciopero nazionale di martedì si ricollega alla protesta del 30 novembre, sempre relativa ai tagli sul fondo unico per lo spettacolo.