Missione di Crocetta che ieri ha Palazzo Chigi ha concordato il fermo dei lavori del Muos di Niscemi «fino a quando non saranno disponibili le valutazioni sulla salute dei cittadini». Il Muos può controllare tutto il pianeta e ciascun militare americano è connesso con i comandi, con navi e aerei in qualunque parte del mondo. Tony Zermo 6 Il Muos sarà congelato. Lo ha detto il presidente Crocetta intervenuto alla direzione del Pd: «Vengo da un incontro a Palazzo Chigi dove si è deciso che il Muos di Niscemi sarà bloccato fino a quando non saranno disponibili le valutazioni sulla salute dei cittadini». Quindi problema rinviato. Ma intanto si innesta una spy story che potrebbe essere una grande bufala. Ll'ex senatore napoletano Sergio De Gregorio avrebbe detto ai pm: «Ho preso i tre milioni di Berlusconi per lasciare Idv e far cadere il governo Prodi. Lo voleva anche l'America, la Cia, perché non si fidava di Prodi che tra l'altro era contrario all'accordo strategico militare della Marina Usa che comprendeva il Muos di Niscemi». Queste cose De Gregorio le avrebbe dette ai pm di Napoli che vorrebbero processare Berlusconi per direttissima, ma si tratta di verità assodate, oppure frutto della fervida fantasia dell'ex senatore in procinto di andare in galera? Ma poi è vero che ha detto queste cose? Perché sembra strano che un accordo strategico tra il nostro governo e quello americano vagliato e passato attraverso una dozzina di anni possa essere diventato motivo della caduta di Prodi. Ora il Muos, che secondo alcuni studiosi non è pericoloso, mentre per altri sì, è diventato un ostacolo serio per il governo regionale che in mezzo ai tanti problemi da risolvere deve anche motivare il no alle strategie militari internazionali. «Io penso innanzitutto alla salute della gente, per questo ho revocato la concessione. Fatto sta che dire no al Muos - dice Crocetta - non è stata una passeggiata. Ci rendiamo conto di avere toccato interessi forti e come sempre avviene in questi casi, si muovono a ruota interessi forti. Le dichiarazioni di De Gregorio sono inquietanti: se si è arrivati a far cadere un governo, figuriamoci cosa può accadere a un semplice governatore. Sono seduto su una polveriera. Mi aspetto una reazione da parte di qualcuno. Gli stessi magari che in passato avevano l'obiettivo di far commissariare la Sicilia, così da fare saltare tutto e restaurare il loro ordine. Chi sono? Gli stessi poteri che decisero di fare scomparire il presidente dell'Eni Enrico Mattei». Che dietro il Muos si muovano interessi forti non c'è dubbio, ma è anche necessario non dare troppo spazio al «complottificio». Ricorda Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa, che «non esiste alcuna prova che quelle antenne siano pericolose, sono in funzione in altri siti senza procurare danni e tutto fa parte di un accordo internazionale sottoscritto dal governo nazionale». Il fatto è che quelle antenne ciclopiche di 24 metri del Muos (Mobile User Objective System) diventeranno il pilastro della madre di tutte le reti destinata a rendere concreto il controllo del Pentagono su tutto il mondo: ecco perché non è solo un problema siciliano. Il Muos è il sistema che trasformerà le forze armate americane in un unico network capace di scambiare dati dovunque e comunque. Coprirà l'intero pianeta grazie ad una costellazione di satelliti, permettendo ad ogni singolo soldato di essere sempre connesso con aerei, droni, navi e quartieri generali; funzionerà nelle foreste impenetrabili e sugli oceani in tempesta, nelle gole dell'Afghanistan e nei deserti sahariani. Gli Stati Uniti non intendono rinunciare a questo progetto che costerà più di 6 miliardi di euro e dovrebbe diventare operativo entro il 2016. Ha già tre basi terrestri, ma ha bisogno di una quarta base che stava per sorgere in contrada Ulmo di Niscemi prima del blocco dei lavori. Ed è il sito più importante per smistare il traffico anche su Medio Oriente e Africa. E' stata scelta Niscemi per due motivi: primo perché l'Italia è l'alleato più affidabile nel Mediterraneo e poi perché in caso di attacchi il sito può essere difeso dalla base di Sigonella ad appena 60 chilometri. All'interno di questi accordi con il governo nazionale sono stati negoziati anche vantaggi industriale e militari per il nostro Paese. Ecco perché il Muos è un problema anche per il prossimo governo, quando si farà. E non potrà essere messo sotto il tappeto. 12032013
SICILIA - MUOS. Prima gli esami sulla salute dei cittadini Il governatore concorda a Roma il fermo del Muos di Niscemi
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di bloccare i lavori del Muos di Niscemi, una base militare americana che potrebbe permettere al Pentagono di controllare tutto il pianeta. La decisione è stata presa dopo un incontro con il premier Enrico Letta e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. La base era stata scelta per la sua posizione strategica nel Mediterraneo e per la sua capacità di difendersi con la base di Sigonella. Il Muos è un sistema di comunicazione militare che potrebbe essere utilizzato per controllare le forze armate americane in tutto il mondo. La decisione di Mattarella è stata motivata dalla preoccupazione per la salute dei cittadini e dalla necessità di proteggere gli interessi italiani.
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