L'attore fonda un movimento civico in vista delle elezioni amministrative di maggio AL GRIDO di dolore che Viviani pronunciò nel 1937 in "Padroni di barche" per il modo in cui venivano sprecate le acque termali di Castellammare di Stabia, Imparato aggiunge oggi la sua voce: «Mi ribolle il sangue nel vedere la mia Castellammare ridotta in condizioni desolanti, non ce la faccio a vederla ridotta così, a vedere tante eccellenze sia naturali che umane sciupate». L'attore stabiese, il "don Ciro" di Gomorra, ha presentato ieri mattina nella sala Ruccello del cinema Montil il movimento che si propone di promuovere «prima di tutto cultura e lavoro, i due elementi che sottraggono terreno alla camorra». Sullo sfondo, le elezioni del prossimo 26 e 27 maggio. Castellammare di Stabia torna al voto anticipatamente: la giunta di centrodestra di Luigi Bobbio tre mesi fa si è ritrovata senza maggioranza, oggi l'ex sindaco è al centro di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il dibattito programmatico in città è ancora fermo: nel centrosinistra, il Pd ha promosso le primarie per il 7 aprile, Sel e Idv si sono sfilati per le aperture alla lista Monti, il giornalista stabiese Matteo Cosenza ha presentato la propria candidatura. Il Movimento 5 Stelle punta su Enzo Amato, mentre nel centodestra l'autocandidatura di Bobbio non convince e deve fare i conti con i recenti guai giudiziari. Questo il quadro. «Altro movimento spiega Gianfelice Imparato incontrerà tutti, ma è difficile trovare affinità con tutte le forze politiche. Alla fine potremmo scegliere un nostro candidato oppure appoggiare quell'aspirante primo cittadino con il quale avremo maggiori punti di contatto e che deciderà di utilizzare le competenze e le esperienze che mettiamo a disposizione». Nel movimento si ritrovano personalità di varia estrazione («Il nostro discrimine restano i valori della Costituzione e dell'antifascismo», precisa l'attore), come l'avvocato Gianpaolo Valitutti, che rivendica la battaglia per il museo archeologico e la Scuola nazionale di restauro alla Reggia di Quisisana, «una scelta abbandonata dalla giunta Bobbio». O come Teresa Carella, docente precaria, che rivolge «un appello agli stabiesi di buona volontà per riappropriarsi della cosa pubblica». Oppure ancora come Gennaro Caiazzo, dirigente nella pubblica amministrazione che precisa: «Chiederemo chiarezza sulle scelte programmatiche e sui criteri per fare la giunta». «Altro Movimento sarà un pungolo per la rinascita di Castellammare », aggiunge Imparato. Come? Con una lista civica, molto probabilmente. L'attore esclude una sua candidatura a sindaco («non ho le capacità, ma all'interno del movimento ci sono esperienze e competenze idonee per farlo ») e indica la strada: «Il nostro lavoro democratico non finisce con il voto nell'urna. Chiederemo più partecipazione e ci impegneremo contro le lobby e le concentrazioni di potere per il diritto all'acqua, per un'edilizia che si occupi di recupero del centro antico, per il trasporto pubblico, per ridare il mare agli stabiesi, per la tutela del paesaggio, per trasformare il municipio nella casa di tutti i cittadini, per la democrazia digitale e per una vera raccolta differenziata».