NAPOLI Un rogo ha distrutto Città della Scienza. E venti anni hanno incenerito l'intera area di Bagnoli, con un fuoco invisibile, certo, ma ugualmente nocivo, inesorabile, devastante. Venti anni di scelte sbagliate e di politiche sbagliate, costate centinaia di milioni alla collettività. Venti anni di decisioni prese e ritrattate; di promesse fatte e non mantenute. Due decenni che hanno virtualmente ridotto in cenere un sogno, quello di una Bagnoli del futuro, bagnata da un mare magari balneabile. OPERE INCOMPIUTE - Il tema lo ha lanciato il direttore del «Corriere del Mezzogiorno», Marco Demarco, sul suo blog dal titolo: «Un incendo civile per Bagnoli. Ma per tutta Bagnoli». Il direttore del Cormezz punta il dito sulle tante opere incompiute. Ma anche su quelle ultimate e inutilizzate, o utilizzate pochissimo. E sono tante. Ecco perché si dice convinto che «occuparsi solo della prima e non anche della seconda vuol dire cedere alla spettacolarizzazione della catastrofe». Eppure a Bagnoli qualche opera terminata c'è. C'è la Porta del Parco; c'è il pontile nord e c'è la Candela Agl-Carroponte Moxey. La prima, la porta del Parco, curiosamente inaugurata più volte, è localizzata all'incrocio tra via Enrico Cocchia e via Nuova Bagnoli, all'interno dell'area ex Ilva. Il Centro è interamente dedicato al benessere e all'intrattenimento. La struttura ospita infatti un centro benessere con area fitness, aree per la promozione del turismo, una sala conferenze per congressi e manifestazioni di 300 posti, una caffetteria ed un parcheggio di 600 posti auto. Il cantiere è stato inaugurato nel gennaio 2007 e l'opera è stata collaudata e consegnata nel novembre 2011. Ottocento metri che si allungano sul mare rappresentano invece il pontile nord. Un luogo, questo, dove fare footing o una passeggiata, dove mangiare un panino in pausa pranzo o dove, semplicemente, sedersi su una panchina a leggere un libro o ammirare il panorama. La mappa - La mappa - ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE - E veniamo all'archeologia industriale, elemento portante dell'idea di trasformazione dell'area di Bagnoli, e non solo perché alcuni dei vecchi manufatti accolgono nuove attività ma perché tutti ne costituiscono l'originale skyline. Tra questi manufatti, si riconoscono le caratteristiche del carroponte Moxey e della ciminiera Agl. In realtà, la Porta del Parco è utilizzata pochissimo, quasi niente. L'auditorium ha ospitato pochissime serate e tutt'intorno è un mortorio. Come desolatissimo è il pontile nord, che pure nelle intenzioni di chi lo ha voluto sarebbe dovuto essere affollatissimo. Invece niente. PROMESSE MAI MANTENUTE - Così come lungo, lunghissimo è l'elenco delle opere ancora incompiute: basta scorrere il sito ufficiale della Bagnolifutura per accorgersi ammesso che non si abbia voglia di fare una passeggiata nella desolatissima area dell'ex Italsider che deve essere completato ancora il Parco dello Sport, l'acquario tematico, le infrastrutture, i Napoli Studios, il Polo tecnologico ma, soprattutto, il grande parco urbano che la politica di qualche anno fa volle addirittura di 120 ettari. Già, 120 ettari: un terzo del newyorkese Central Park. Una follia, se si considera che il parco urbano, ammesso che ci fosse, sarebbe desolatissimo e di complicatissima manutenzione in una città dove tenere in ordine poche aiuole davanti la sede del Municipio spesso rappresenta un problema. In una città dove c'è penuria di strutture sportive servirebbe come il pane anche il Parco dello Sport, localizzato lungo via Cattolica, che sulla carta rappresenta un complesso sportivo unico a Napoli per estensione, tipologia delle attrezzature e qualità progettuale. Nel Parco si possono praticare calcetto, calciotto, tennis, pallavolo, basket, atletica leggera, pattinaggio, tiro con l'arco. Si potrà anche correre, passeggiare o andare in bicicletta. Nel Parco è previsto pure uno specchio d'acqua per il modellismo nautico, campi di bocce, spazi gioco per bambini, una pista per roller blade e uno skate park, un chiosco bar e parcheggi. Ma anche in questo caso parliamo di un cantiere. SUGGESTIONE CINEMA - C'è attesa pure per i Napoli Studios che sono ubicati nell'ex Officina Meccanica. Qui, quando quest'altra opera annunciata anni fa sarà completata, sarà possibile realizzare sceneggiature con i necessari supporti analogici e digitali per il trattamento delle immagini, dei suoni e degli effetti speciali. Gli Studios si svilupperanno su 4 livelli di cui uno interrato. Ma anche in questo caso parliamo di un cantiere. Uno dei tanti che si vedono a Bagnoli e che chissà quando saranno pronti per l'uso. E magari usati davvero. I BANDI E IL RILANCIO - Intanto, sta di fatto che il Comune ha dovuto già molte volte cambiare il bando di gara per la vendita dei suoli a Bagnoli, Da grandi li ha dovuti spacchettare facendoli più piccoli perché, pare, più appetibili dagli imprenditori. Anche se per ora, a Bagnoli, i suoli sono ancora lì in attesa di essere venduti e, magari in futuro, edificati. Il 22 aprile prossimo scadrà il termine per la presentazione delle offerte. Sarà questa forse l'ultima chance che Bagnoli ha di rilanciarsi dopo centinaia di milioni spesi per dar vita a due società di trasformazione e per acquisire i suoli di un area che, pur senza incendi, continua imperterrita a far divampare il fuoco delle polemiche.